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I coloni israeliani assaltano i diplomatici Ue: mascherati e armati di bastoni, lanciano pietre contro le auto

Una decina di coloni israeliani con il volto coperto sono arrivati nella zona a bordo di quad, hanno circondato il veicolo di uno dei diplomatici chiedendo i documenti d’identità e hanno poi infranto a sassate il finestrino di un'auto
I coloni israeliani assaltano i diplomatici Ue: mascherati e armati di bastoni, lanciano pietre contro le auto
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Coloni israeliani hanno attaccato un gruppo che comprende anche diplomatici europei che si trovavano nei pressi del villaggio palestinese di Taybeh, vicino a Ramallah, per la raccolta delle olive. Sul posto erano presenti diplomatici belgi, polacchi e francesi, tra cui il console francese a Gerusalemme secondo quanto riportato dagli attivisti sul campo e dalla radio militare. I coloni mascherati e muniti di bastoni hanno lanciato pietre contro i veicoli diplomatici e minacciato i diplomatici.

Immagini e testimonianze indicano che una decina di coloni israeliani con il volto coperto sono arrivati nella zona a bordo di quad, hanno circondato il convoglio, minacciando il gruppo chiedendo i documenti d’identità e hanno poi infranto a sassate il finestrino dell’auto del consolato belga. Secondo quanto riportato da Haaretz, tra le persone aggredite vi è anche Bernard Baudoux, 70enne sindaco della città francese Aulnoye-Aymeries. In un video il primo cittadino è ripreso a terra appoggiato a una vettura. “Credo che se i coloni si comportano così ci sia una tolleranza da parte del governo israeliano“, ha detto all’Afp Baudoux.

“Un sindaco francese è stato aggredito e un veicolo belga danneggiato. Il nostro team sta bene. I palestinesi affrontano ogni giorno questa violenza”, ha commentato il ministro degli Esteri belga, Maxime Prevot, condannando “nei modi più forti” l’aggressione. “I coloni attaccano anche i giornalisti che fanno il loro lavoro e i diplomatici; raccogliere olive, trasmettere notizie o svolgere il proprio lavoro diplomatico non dovrebbe mettere nessun a rischio di attacco”, aggiunge su X il ministro belga che afferma che “come potenza occupante le autorità israeliane devono proteggere i palestinesi, garantire la sicurezza di diplomatici e giornalisti e portare i responsabili di fronte alla giustizia”. “L’impunità per i coloni deve finire”, aggiunge spiegando che il Belgio “continuerà a fare pressioni per sanzioni contro i responsabili di queste violenze e contro chi li sostiene”. “Questa violenza non può essere separata dalla politica illegale di Israele sugli insediamenti – conclude – Il Belgio condanna l’espansione degli insediamenti e i tentativi di costringere con la forza i palestinesi a lasciare la loro terra. L’occupazione dei territori palestinesi deve finire”.

Secondo quanto ricostruisce su X il corrispondente militare della radio israeliana Galei Tzahal, Doron Kadosh, l’attacco è iniziato alle 13.29, quando sono stati ripresi i primi aggressori mentre si avvicinavano ai veicoli diplomatici. Alle 13.31 uno degli attivisti che accompagnavano i diplomatici ha inviato un messaggio alla sala operativa militare della Brigata Binyamin, comunicando la posizione e trasmettendo le immagini dell’accaduto. “Sono passate tre ore e fino a questo momento nessuna unità dell’esercito o della polizia ha raggiunto i diplomatici per raccogliere testimonianze o prove”, ha denunciato Kadosh, aggiungendo che i diplomatici hanno lasciato il villaggio quando hanno capito che nessuno sarebbe arrivato ad aiutarli. “Tre ore e nessun esercito”, ha sottolineato.

L’esercito israeliano ha fatto sapere di condannare “il grave atto di violenza che ha avuto luogo nell’area di Taybeh”, aggiungendo però che “la visita del consolato non era stata coordinata con l’Idf”. “Questo coordinamento è importante per prevenire incidenti di questo tipo”, continua il comunicato in cui afferma che da un primo controllo risulta che non vi fossero militari presenti al momento dell’attacco. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar che ha definito “spiacevole” che la visita “non sia stata coordinata in anticipo” con l’esercito di Tel Aviv.

Nei giorni scorsi i coloni israeliani hanno continuato ad attaccare diversi villaggi palestinesi in Cisgiordania, incendiando auto e alberi e picchiando i residenti. Tra le persone ferite vi è anche la reporter e fotografa del Washington Post Heidi Levine: la donna è stata sottoposta a un intervento chirurgico a un dito, rimasto quasi completamente staccato dalla mano in seguito a all’aggressione. A riferirlo è stata sua figlia, come riporta il Times of Israel. Ashley Milner ha dichiarato all’Associated Press che il dito della mano sinistra della madre presentava un taglio profondo fino all’osso, con un tendine visibile. Ha aggiunto che Levine ha riportato anche la frattura di una costola e di diverse vertebre, oltre a numerose lacerazioni su tutto il corpo.

Notizia in aggiornamento

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