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Anche Trump sanziona Almasri, vietato l’ingresso negli Usa. Fratoianni: “Nel mondo rimangono al suo fianco solo Nordio, Piantedosi e Mantovano”

Per il Dipartimento di Stato Usa, l’ex comandante della polizia giudiziaria libica - salvato nel 2025 dall'Italia - è "un pericolo per il popolo libico e per gli Stati Uniti"
Anche Trump sanziona Almasri, vietato l’ingresso negli Usa. Fratoianni: “Nel mondo rimangono al suo fianco solo Nordio, Piantedosi e Mantovano”
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Salvato dall’Italia, condannato dalla Libia e adesso sanzionato dagli Stati Uniti. La vicenda dell’ex comandante della polizia giudiziaria libica, Osama Najeem Almasri, si arricchisce di un nuovo capitolo. L’amministrazione di Donald Trump ha infatti inserito Almasri e la moglie, Aml Faraj Mohamed Makhluf, nella lista di restrizioni sui visti gestita dal Dipartimento di Stato “per il suo coinvolgimento in gravi violazioni dei diritti umani, ovvero la tortura e i trattamenti crudeli, inumani e degradanti inflitti ai detenuti nelle prigioni di Mitiga e al Jadida”.

Pertanto lui e la moglie non potranno entrare negli Stati Uniti. La Sezione 7031 (c), infatti, è una disposizione che impone restrizioni obbligatorie sui visti d’ingresso a funzionari di governi stranieri (e ai loro familiari stretti) coinvolti in gravi casi di corruzione o in violazioni dei diritti umani. La nota del segretario di Stato Marco Rubio sottolinea che le azioni di Almasri “tra cui omicidio, lavoro forzato e persecuzione di cristiani e membri di altri gruppi minoritari, lo rendono un pericolo per il popolo libico e per gli Stati Uniti“. L’amministrazione Trump, sottolinea il Dipartimento di Stato, “non tollererà alcuna forma di violenza contro i cristiani o i membri di altre minoranze religiose. La misura adottata oggi dal Dipartimento di Stato dimostra ulteriormente l’impegno incrollabile dell’amministrazione nel garantire che i responsabili di abusi rispondano delle loro azioni e nel proteggere il popolo americano dalle loro azioni. A seguito di questa designazione, Najeem e i suoi familiari non sono più ammessi negli Stati Uniti”.

“Ora perfino l’amministrazione Trump sanziona il miliziano libico Almasri, con il Dipartimento di Stato e con Rubio che denunciano il suo ruolo in torture, in violazioni dei diritti umani, in trattamenti disumani”, commenta Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi-Sinistra sottolineando (citando una nota frase di Meloni) che “in tutto il globo terracqueo rimangono al fianco del torturatore e trafficante Nordio, Piantedosi e Mantovano…”.

Come noto, infatti, Almasri era stato fermato in Italia il 19 gennaio 2025 su mandato della Corte penale internazionale, con le accuse di crimini di guerra e contro l’umanità, ma nell’arco di pochi giorni era stato scarcerato e riportato in Libia su un volo dei servizi, a causa dell’inerzia del ministero della Giustizia che scelse di non chiedere la convalida dell’arresto e l’applicazione di una misura cautelare. Dalla vicenda è nato un caso politico-giudiziario che ha portato all’apertura di un’indagine per favoreggiamento a carico dei ministri della Giustizia e dell’Interno, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e dell’Autorità delegata all’intelligence Alfredo Mantovano: nonostante la richiesta di autorizzazione a procedere arrivata dal Tribunale dei ministri, la Camera ha salvato i tre membri del governo e il fascicolo- come previsto dalle norme – è stato per questo archiviato.

Lo scorso giugno il Tribunale penale di Tripoli ha inflitto ad Almasri una pena di 7 anni e 4 mesi di reclusione per “aver violato i diritti dei detenuti”. Per l’ex comandante, al centro di un contenzioso tra il governo italiano e la Corte penale internazionale, è stata disposta anche la perdita della capacità giuridica e la privazione dei diritti civili per tutta la durata della pena e per un anno successivo. E oggi anche gli Usa si muovono per sanzionare quello che anche per la giustizia libica è un torturatore.

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