Meno di una sterlina all’ora per fabbricare maglie da calcio: l’inchiesta della BBC contro Adidas - 2/4
Meno di una sterlina all’ora per fabbricare maglie da calcio: l’inchiesta della BBC contro Adidas
Condizioni “terribili” e una paga misera. Per fabbricare una maglia replica autentica (quella che viene venduta in negozio, per intenderci) di Arsenal, Liverpool e Real Madrid – tra le altre – i lavoratori cambogiani guadagnano meno di una sterlina all’ora. Gli operai delle fabbriche tessili Bowker Garment Factory e Trax Apparel – costruite nel villaggio di Pong Teuk e nel distretto di Khan Sen Sok vicino alla capitale Phnom Penh – producono fino a 700 magliette al giorno, me le preoccupazioni sulla sicurezza non mancano. “Lo stress da calore sta davvero mettendo a dura prova la nostra salute. Ho preso due volte la scossa per un filo scoperto: ho provato a denunciare l’accaduto più volte, ma hanno preso provvedimenti solo dopo la seconda volta che ho preso la scossa “, ha detto un dipendente. “Se una maglietta viene venduta a 90 sterline in negozio, quanto guadagnano vendendone 600? Fanno un sacco di soldi, ma non danno quasi nulla ai lavoratori”.
Teoricamente gli stipendi percepiti sono conformi alle leggi locali sul salario minimo, ma Adidas (che non possiede nessuna delle due fabbriche, che però risultano essere fornitori primari e soggette ai suoi standard in materia di condizioni di lavoro) non ha mai agito in prima persona. “È difficile vivere con questa cifra”, è la testimonianza di un operaio di Bowker. “Voglio che i clienti internazionali sappiano che una sola maglietta che acquistano costa più di due settimane di stipendio per un lavoratore”.
Ora la Premier League si aspetta che i club svolgano un’adeguata due diligence sui propri produttori di abbigliamento sportivo e sulle relative catene di approvvigionamento. “Il rispetto deve essere un principio fondamentale nello sport”, ha affermato Anna Bryher, del gruppo di attivisti britannico Labour Behind the Label. “I club devono lanciare un messaggio molto forte: non metteranno il loro nome su una maglia se i lavoratori non vengono trattati con rispetto”. Allo stesso modo, il presidente della Football Supporters’ Association Tom Greatrex è intervenuto così sulla questione: “Le maglie da calcio possono essere costose e, per questo prezzo elevato, i tifosi si aspettano che i lavoratori che le realizzano siano ben pagati e trattati con equità”.
Nel frattempo Adidas ha risposto alle accuse affermando che gli standard imposti “non consentono alcuna forma di molestia”. E che nei registri di Bowker non erano stati riscontrati “incidenti di natura elettrica”. Perché “sa oltre 25 anni adottiamo diverse misure per garantire condizioni di lavoro eque e sicure ai lavoratori lungo tutta la nostra catena di fornitura. Attraverso circa 1.200 audit di fabbrica all’anno, esaminiamo e valutiamo la condotta dei fornitori, collaboriamo con loro per affrontare i problemi e apportare miglioramenti laddove necessario”. Decisamente una versione differente rispetto a quanto raccolto dall’inchiesta della BBC.