Extraprofitti dei gruppi energetici, Dombrovskis: “Gli Stati possono già tassarli. Sì a un gruppo di lavoro per aiutarli”
Il dossier della tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche torna sul tavolo dell’Unione. L’Ecofin, riunito in Lussemburgo, ha concordato la necessità di approfondire la possibilità di introdurre un prelievo sugli utili straordinari delle società del settore, affidando ai funzionari ulteriori verifiche tecniche. Parallelamente, la Commissione europea istituirà un gruppo di lavoro per condividere le esperienze nazionali e assistere i governi che intendano intervenire.
“È stato concordato che la questione merita ulteriori approfondimenti e un lavoro a livello tecnico”, ha dichiarato il ministro delle Finanze irlandese Simon Harris, che presiede il Consiglio Ue. Ma “dal punto di vista della Commissione, riteniamo che gli Stati membri siano nella posizione migliore per adottare misure di tassazione sugli extraprofitti delle società energetiche”, ha ricordato il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis. Bruxelles, ha aggiunto, promuoverà comunque un gruppo di lavoro dedicato alla materia “per affrontare la questione, condividere le migliori pratiche e, in un certo senso, aiutare e assistere gli Stati membri in questo lavoro”.
All’inizio di aprile il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva firmato, insieme ai colleghi di Germania, Spagna, Portogallo e Austria, una lettera in cui si chiedeva di valutare una soluzione europea. A fine agosto è arrivato il rilancio con una missiva alla presidenza irlandese – firmata anche dalla Polonia – in cui i ministri invocavano “un’azione comune che garantisca che coloro che traggono profitto dalla crisi contribuiscano a ridurre l’onere che grava sulla popolazione in generale”.
Ma, curiosamente, pochi giorni fa i gruppi di cui fanno parte Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno votato al Parlamento europeo contro un emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle e cofirmato da molti europarlamentari di S&D, Verdi e The Left in cui veniva chiesto alla Commissione europea di presentare una proposta per tassare gli extraprofitti consolidati delle grandi società petrolifere e gas. Gli eletti della Lega si sono astenuti.
In Italia intanto Matteo Salvini resta affezionato all’idea di chiedere “5 miliardi di contributo volontario” da “banche e assicurazioni per la manovra”. Ma, dice, il vicepremier leghista, “Conto che ci arriveremo con un confronto positivo e costruttivo”.