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Il metodo Baldini: "Chi simula non lo faccio più giocare. Ci serve vincere così? Ci aiuta nella nostra crescita?" - 2/3

Il ct dell'Under 21 parla dopo la qualificazione all'Europeo 2027, spiegando il suo rapporto con i giovani azzurri fatto di comprensione e rigore: "Chi simula non giocherà più"
Il metodo Baldini: "Chi simula non lo faccio più giocare. Ci serve vincere così? Ci aiuta nella nostra crescita?" - 2/3
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Il metodo Baldini: “Chi simula non lo faccio più giocare. Ci serve vincere così? Ci aiuta nella nostra crescita?”

Nel metodo Baldini però c’è anche il rigore: “La prima cosa che ho detto è che spero di ottenere risultati, ma soprattutto voglio essere una persona che inciderà sulla crescita come uomini di questi ragazzi. Nella vita, se prendi scorciatoie poi le paghi”. Di conseguenza, ad esempio, c’è l’educazione a evitare perdite di tempo o altre furbate, come le simulazioni: “Chi simula non lo faccio più giocare. Ci serve vincere così? Ci aiuta nella nostra crescita, a essere persone migliori?”.

Il ct quindi si pone anche come educatore, mentre sul campo lascia spazio anche i suoi collaboratori, come il vice Andrea Barzagli: “Una sorpresa. Non avrei mai creduto che uno con il suo curriculum da giocatore avesse questa umiltà, come se avesse giocato sempre tra i dilettanti e vuole imparare il mestiere. Ha tutto il mio rispetto e difatti nelle riunioni tecniche le spiegazioni le dà lui, non io. È veramente bravo e se trova un bravo direttore sportivo farà una grande carriera anche da allenatore”.

La connessione con lo staff, di cui fa parte anche il figlio Mattia, è totale. Così come, almeno per ora, funziona bene il rapporto con il ct Roberto Mancini e con il dt Claudio Ranieri: “C’è collaborazione, poi c’è simpatia e stima. E tra me e lui c’è un personaggio chiave come Ranieri: è stato con noi a Pescara, ha motivato tutto il gruppo con la sua esperienza“.

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