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"Siamo umani, le carriere diventeranno sempre più brevi": da Acosta a Marquez, la rivolta dei piloti contro il nuovo format della MotoGp - 2/3

Dal 2027 qualifiche separate per Sprint e Gran Premio. Acosta, Marquez e Martin attaccano: “Non siamo macchine”. Bagnaia e Bezzecchi favorevoli, ma sui social esplode la protesta dei tifosi: “State distruggendo il nostro sport”
"Siamo umani, le carriere diventeranno sempre più brevi": da Acosta a Marquez, la rivolta dei piloti contro il nuovo format della MotoGp - 2/3
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“Siamo umani, le carriere diventeranno sempre più brevi”: da Acosta a Marquez, la rivolta dei piloti contro il nuovo format della MotoGp

“La carriere diventeranno sempre più brevi, siamo essere umani non macchine da corsa”, ha commentato Acosta. Il pilota spagnolo della Ktm, in procinto a passare in Ducati, evidenzia il rischio maggiore di cadute: “Dovremmo togliere sessioni ad alto rischio anziché aggiungerne. Se prendete in esame tutti i piloti in pista quest’anno sono pochissimi quelli che non hanno avuto almeno un infortunio. Invece dal 2027 per due volte saremo tutti e 22 in pista a spingere in Qualifica. Secondo me le Sprint andrebbero dimezzate, specialmente su piste in cui non si sorpassa, come ad esempio il Sachsenring”.

Le critiche di Acosta non finiscono qui: “Non capisco che senso abbia avere sabato una sessione di prove libere da 20 minuti in cui non puoi nemmeno simulare la distanza di gara della Sprint – ha aggiunto – anche spostare il warm-up prima del via per me è un rischio, perché se sbagli qualcosa la tua domenica rischia di essere finita prima di cominciare”. Marc Marquez sposa in pieno tutti i concetti del suo futuro compagno di squadra: “Sono pienamente d’accordo con lui, ma la mia carriera è già finita…”, il suo amaro commento. Poi il nove volte campione del mondo ha proseguito: “Penso che il format attuale fosse già più che sufficiente però non decidiamo certo noi, per cui dovremo adattarci come succede sempre. Sono i team e l’organizzazione che decidono. Se non lo accetti, te ne vai”. Sulla stessa linea anche Jorge Martin: “È così. Non possiamo fare niente fino a quando non siamo uniti tra noi piloti. Non sono necessariamente dispiaciuto, sarà curioso, interessante. Non ci chiedono niente. Magari sarebbe interessante avere qualche domanda in più da parte degli organizzatori”.

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