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Parma, Gilardino ha convinto Krause in poche ore: le richieste della società per il dopo-Cuesta

Il tecnico torna dove era esploso da giocatore, diventando vicecannoniere della Serie A. Accordo praticamente fatto, prima deve liberarsi dal Pisa
Parma, Gilardino ha convinto Krause in poche ore: le richieste della società per il dopo-Cuesta
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Tornare da allenatore in una piazza che ti ha visto giocatore (e che giocatore) non è mai semplice. Ma è molto stimolante. Alberto Gilardino ci riprova: dopo averlo fatto con il Genoa, va al Parma. Solo che Parma, per Gilardino, ha rappresentato da giocatore sicuramente qualcosa di più. Era più giovane, prima di tutto, ed era in rampa di lancio: d’altra parte se segni 23 reti e diventi il vicecannoniere della Serie A (dietro a Shevchenko, stagione 2003/2004), qualcosa vorrà pur dire. Da quella stagione, Gilardino ha preso il volo e ora è pronto a ripartire in quel Parma che l’ha fatto crescere e che lo accoglie dopo aver clamorosamente salutato Cuesta nella giornata di domenica.

Era arrivata all’improvviso, l’ufficialità della risoluzione con lo spagnolo, ma già da qualche settimana si poteva percepire che il rapporto tra le parti non era più lo stesso. Era una questione di visione del progetto, di direzione da prendere: il Parma voleva un gioco più propositivo dopo quello dell’anno scorso, Cuesta chiedeva invece di fare i conti con la realtà di un gruppo da riformare dopo gli addii importanti e una salvezza comunque da ottenere. Divergenze che a poco a poco erano diventate divario e frattura. Questioni che la vittoria contro il Genoa aveva mitigato ma solo per un momento. E Cuesta l’ha ammesso, su Instagram: “Non c’erano più i presupposti per andare avanti”, così la società e l’allenatore si sono guardati negli occhi e hanno deciso di salutarsi.

Negli occhi, si sono guardati anche Gilardino e il Parma. L’allenatore, domenica pomeriggio, ha subito convinto Krause, che con l’ad Cherubini valutava anche altri profili. Si voleva un allenatore giovane, con un’idea di calcio precisa ma che conoscesse già la Serie A. Una scelta simile a quella di Cuesta, per l’età. Ma anche diversa, in qualche modo. Gilardino è sembrato il profilo giusto su cui puntare, nonostante un’esperienza non felicissima nel Pisa dello scorso anno, ma probabilmente non con tutte le responsabilità (dopo l’esonero, avvenuto il 1 febbraio, era arrivato a sorpresa Hiljemark ma senza riuscire a salvare la squadra). Proprio con il Pisa, ora, Gilardino sta parlando per definire tutti i dettagli e risolvere consensualmente il contratto: un passaggio formale necessario per poter poi firmare con il Parma, con cui è già praticamente tutto definito.

Gilardino già questa sera dovrebbe essere in città e dirigere da martedì l’allenamento con la sua nuova-vecchia squadra. Che riparte e approfitterà della sosta per provare a cambiare pagina e seguire le nuove direttive sue e della società. Non sarà semplice, appunto.

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