Il mondo FQ

“Certo che sono andato in Arabia per i soldi, non voglio più lavorare. E ora posso aiutare anche le prossime generazioni della mia famiglia”: la sincerità di Tijjani Reijnders

Il centrocampista olandese ex Milan ha spiegato il suo trasferimento dal Manchester City all'Al Qadsiah senza ipocrisia: "Se i miei nipoti possono viverci, perché non dovrei farlo?"
“Certo che sono andato in Arabia per i soldi, non voglio più lavorare. E ora posso aiutare anche le prossime generazioni della mia famiglia”: la sincerità di Tijjani Reijnders
Icona dei commenti Commenti

“Certo che il denaro ha avuto un ruolo”. Finalmente un calciatore che ammette apertamente di essere andato a giocare in Arabia Saudita per i soldi. Tijjani Reijnders ha scelto la sincerità per spiegare la sua decisione, a 28 anni e dopo aver giocato per Milan e Manchester City, di trasferirsi nel club Al Qadsiah, attualmente quarto in Saudi Pro League. Una scelta quanto meno discutibile: rischia di compromettere una carriera che sembrava pronta invece a toccare il suo apice. Ma quanto meno Reijnders non si è nascosto dietro falsità o frasi di circostanza. “Dopo la mia carriera non voglio più lavorare. Non avrei dovuto farlo nemmeno dopo il City, ma ora posso aiutare anche le prossime generazioni della mia famiglia. Non devo mentire su questo”, ha dichiarato nella sua intervista all’emittente olandese SBS6.

Certo, in molti si aspettavano una carriera diversa per Reijnders quando solo un’estate fa aveva lasciato il Milan per firmare un quinquiennale con il Manchester City. Pep Guardiola lo aveva voluto alla sua corte, stregato dalle sue giocate in rossonero. Il centrocampista olandese ha avuto qualche difficoltà ad adattarsi al calcio inglese, ma nessuno pensava che la sua avventura sarebbe durata solo un anno.

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.