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Futuro Nazionale, Vannacci striglia i suoi sull’uso dei social: “Libertà d’espressione non comprometta il progetto”

Il messaggio ai coordinatori: niente insulti né iniziative personali sui temi nazionali. Prima di pubblicare bisogna confrontarsi con la dirigenza
Futuro Nazionale, Vannacci striglia i suoi sull’uso dei social: “Libertà d’espressione non comprometta il progetto”
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Regime militare sui social per “la feccia” del generale Roberto Vannacci. Mentre Futuro Nazionale si avvicina sempre di più alle elezioni suppletive in Calabria il 27 e 28 settembre, il fine settimana si sta caratterizzando per un convegno a Orvieto con Vannacci e Gianni Alemanno, l’avvio della vendita di merchandising e magliette “nere e verde militare” (come si legge da listino, ancora per gli adepti) e un messaggio minatorio ai coordinatori dei comitati costituenti per intimare loro di tenere a freno le tastiere. Nel testo, che il Fatto Quotidiano ha potuto leggere, Annamaria Frigo, responsabile di partito soprannominata “lady tessere”, ha ricordato che i social “non sono uno spazio privato” ed è facile che venga creato “un caso politico”, pertanto niente “parolacce, insulti, volgarità e attacchi personali” e sulle questioni politiche solo “posizioni concordate”. La “libertà d’espressione” viene vista come un pericolo che può “compromettere la credibilità del progetto comune”. “La crescita di Futuro Nazionale – comincia – ci impone di costruire una classe dirigente seria, competente e consapevole delle proprie responsabilità. Chi accetta di rappresentare il movimento, a qualsiasi livello, deve comprendere che ogni parola pronunciata pubblicamente coinvolge inevitabilmente l’immagine e la credibilità di tutti”.

I social, prosegue, “non sono uno spazio privato”. I timori per le uscite pubbliche degli esponenti sono in crescita: “Post, video, commenti e dichiarazioni vengono osservati, registrati e spesso estrapolati dal loro contesto. Un’espressione sbagliata può diventare rapidamente uno screenshot, un articolo o un caso politico. Non possiamo permetterci errori dettati dall’improvvisazione o dalla superficialità”. E quindi le raccomandazioni: “È pertanto indispensabile utilizzare sempre un linguaggio corretto e adeguato al ruolo ricoperto. Parolacce, insulti, volgarità, attacchi personali e altre espressioni inappropriate sono incompatibili con l’immagine della classe dirigente che vogliamo costruire e finiscono per danneggiare il lavoro dell’intero movimento”. Il problema però non è solo la forma, ma anche la sostanza. La linea del generale deve essere rispettata da tutti, sempre: “La stessa attenzione deve essere riservata ai contenuti. Sulle questioni politiche di carattere nazionale non sono ammesse iniziative personali, interpretazioni arbitrarie o anticipazioni non concordate”. Per questo “prima di pubblicare contenuti o rilasciare dichiarazioni su temi nazionali è necessario confrontarsi con la dirigenza nazionale”. Questa, prosegue Frigo, non deve essere considerata una semplice formalità, ma una regola fondamentale di correttezza e responsabilità organizzativa: “Le posizioni nazionali di Futuro Nazionale vengono definite dagli organi competenti e nessuno può attribuire al movimento orientamenti, strategie o decisioni personali”.

Sulle questioni strettamente territoriali, rassicura, rimane naturalmente lo spazio per l’iniziativa locale, “sempre nel rispetto della linea politica, dello stile e dell’immagine di Futuro Nazionale”. Ma la libertà personale viene vista come un potenziale problema per il partito: “La libertà di espressione non può trasformarsi nella libertà di compromettere la credibilità del progetto comune. Chiediamo quindi che queste indicazioni siano comprese e rispettate da tutti, senza eccezioni”. Pena, non scritta ma ben nota ai coordinatori, la revoca del comitato. Nella chat di WhatsApp che ha ricevuto il messaggio, decine di reazioni: cuori, rossi e neri, applausi e pollici in su. Nessun riferimento, da parte dei dirigenti autorizzati a scrivere, a chi abbia scatenato questa reazione. Evidentemente, commenta un tesserato al Fatto, “ci sono cavalli pazzi in giro per l’Italia”.

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