L’ex campione di F1 Jody Scheckter riceve una multa da 1,5 milioni per i suoi bufali d’acqua. La tristezza del giudice: “Desiderava che l’azienda diventasse un modello”
Dalla Ferrari ai bufali d’acqua, fino a un conto con il fisco britannico da quasi 1,5 milioni di sterline. Il progetto agricolo sul quale Jody Scheckter aveva investito decine di milioni e una parte importante della sua vita dopo la Formula 1 si è chiuso con una sconfitta anche in tribunale. L’ex campione del mondo ha perso il ricorso contro l’HM Revenue and Customs, l’Agenzia delle Entrate britannica, che gli aveva contestato alcune compensazioni fiscali legate alle perdite della sua azienda.
Il cuore della vicenda è Laverstoke Park, la grande fattoria biologica e biodinamica creata da Scheckter nell’Hampshire. L’ex ferrarista aveva investito circa 55 milioni di sterline in una tenuta da migliaia di acri nella quale venivano allevati, tra gli altri, oche, tacchini, polli, cinghiali, maiali e soprattutto bufali d’acqua, utilizzati per produrre carne, formaggi e mozzarella. L’ambizione era quella di realizzare cibo biologico di altissima qualità e trasformare l’azienda in un esempio di agricoltura sostenibile.
I conti, però, non hanno seguito le aspettative. L’attività ha registrato perdite per quasi tutta la sua esistenza e la contestazione del fisco riguarda gli anni tra il 2008 e il 2010, quando quelle perdite furono compensate con i guadagni provenienti da altre attività di Scheckter. L’agevolazione utilizzata prevedeva però che l’impresa agricola diventasse redditizia entro cinque anni. Nel 2019 l’HMRC ha quindi richiesto retroattivamente 1.457.634 sterline. Nel 2024, dopo anni difficili e con l’aumento dei costi energetici e la necessità di nuovi investimenti, Scheckter ha chiuso l’attività.
La sentenza è stata accompagnata dalle parole amare del giudice Tony Beare: “È impossibile essere stati coinvolti in questo caso senza provare una profonda tristezza per come si è concluso un progetto concepito con tanta immaginazione e originalità dal ricorrente, sul quale ha investito così tanto capitale finanziario ed energie personali“.
“Era estremamente appassionato degli effetti positivi che un’alimentazione più sana avrebbe generato per tutti e desiderava che l’azienda diventasse un modello per l’agricoltura biologica e l’alimentazione sana in tutto il mondo”, ha aggiunto. Il magistrato ha ricordato anche gli errori ammessi dall’ex pilota: “Ha affermato di aver commesso degli errori. Aveva pensato di poter replicare il successo ottenuto con Fats negli Stati Uniti, ma ha sottovalutato le differenze tra le due attività e le difficoltà che ne sarebbero derivate”. E infine: “Saremmo negligenti se non concludessimo questa decisione riconoscendo e esprimendo il nostro profondo rammarico per come si sono svolti i fatti. Un rammarico che è aggravato dalle conclusioni a cui ci siamo sentiti costretti a giungere nel corso del presente procedimento”.
Prima degli affari, Scheckter aveva scritto la storia della Formula 1. Tra il 1972 e il 1980 conquistò 10 vittorie e 33 podi, correndo con McLaren, Tyrrell, Walter Wolf Racing e Ferrari. Proprio con il Cavallino vinse il Mondiale nel 1979: per rivedere un ferrarista campione del mondo sarebbe stato necessario aspettare altri 21 anni, fino al titolo di Michael Schumacher nel 2000. Dopo il ritiro Scheckter costruì una nuova carriera imprenditoriale negli Stati Uniti con Fats, citata appunto dal giudice Beare. Prima di tentare la strada, molto più accidentata, dell’agricoltura biologica.