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Il ritorno di Toti: lancia la sua piccola Cernobbio e fonda la sua holding

Alla fine di agosto è nata Philia Holding, l'ex presidente della Regione Liguria ne possiede il 25%, mentre la sua agenzia di comunicazione festeggia un contratto pubblico con Enac
Il ritorno di Toti: lancia la sua piccola Cernobbio e fonda la sua holding
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Il patteggiamento per corruzione e finanziamento illecito era stato ufficializzato da un paio di settimane. Un accordo che prevedeva, tra le altre cose, una temporanea interdizione dai pubblici uffici e il divieto di contrattare con le pubbliche amministrazioni. Era il dicembre del 2024 e Giovanni Toti era già pronto ad annunciare la sua second life: un’agenzia di comunicazione, per lasciarsi alle spalle l’arresto, la politica, lo scandalo giudiziario. Di lì a un paio di mesi la fondazione di Philia, ma con una sorpresa: la società era interamente intestata a suoi fedelissimi. Toti, fondatore di quella creatura, un’agenzia di comunicazione che in realtà assomiglia di più a una società di lobbying, figurava sul sito internet come “partner”. Un anno e mezzo più tardi, Toti sembra aver deciso di non aver più bisogno di rimanere defilato: accanto all’agenzia, come ha anticipato Repubblica, da pochissimi giorni Toti ha fondato ora una holding. Philia Holding srl, nata il 28 agosto, sembra destinata a controllare la galassia di rapporti creati con l’agenzia dei comunicazione. E la novità è che Toti si è intestato il 25% delle quote.

Il resto della società è in mano ad alcuni collaboratori storici: l’ex portavoce e candidata non eletta alle regionali Jessica Nicolini (25%); il commercialista Cristiano Lavaggi, ex tesoriere di Change, fondazione che raccoglieva finanziamenti elettorali (12,5%); Carlo Barile, ex mandatario elettorale della senatrice Ilaria Cavo (25%). Tutti erano già coinvolti nell’assetto societario di Philia associates srl, a eccezione di Elisa Bertogli (che ha il restante 12,5%), avvocata milanese e presidente di Portovenere sviluppo. Si tratta di una società in house dell’omonimo comune travolto dal filone di inchiesta sugli appalti pilotati che vede indagato l’allora sindaco Matteo Cozzani, ex capo di gabinetto e piccolo Rasputin di Toti, imputato anche per voto di scambio aggravato dal metodo mafioso. Philia nel frattempo è cresciuta, agli uffici di Genova e Milano ne ha aggiunto uno a Roma, a due passi da piazza Navona, e recentemente si è aggiudicata anche un incarico per la comunicazione di Enac, ente pubblico dell’aviazione civile, il cui commissario Carlo Mearelli è fra relatori dei Portofino Talks di quest’anno.

Che qualcosa fosse cambiato si era già capito dalla postura: per la prima volta Toti è tornato a mettere la faccia nella conferenza stampa che Philia ha organizzato per lanciare la kermesse che comincerà nel borgo ligure venerdì. Una piccola Cernobbio in salsa totiana, “anzi meglio”, assicura l’ex volto di Mediaset Paolo Liguori, “perché a Cernobbio per far parlare di sé hanno dovuto invitare Vannacci”. Nel borgo ligure sono attesi ministri e politici vicini al governo: Matteo Piantedosi, Eugenia Roccella, Paolo Zangrillo, Andrea Abodi, Giancarlo Giorgetti in collegamento; il presidente del Senato Ignazio La Russa; il viceministro salviniano Edoardo Rixi; Renato Brunetta; Mariastella Gelmini; Claudio Scajola; Ilaria Cavo; i governatori Attilio Fontana, Alberto Cirio, Roberto Occhiuto e Marco Bucci. Rappresentanti del centrosinistra: il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la plenipotenziaria ligure di Italia Viva Raffaella Paita; l’europarlamentare Giorgio Gori. Qualche grand commis, come Massimo Sessa, presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici. E pezzi di mondo privato – armi, porto, sanità, trasporti, turismo – che spesso sponsorizzano, parlano e hanno interesse a intessere rapporti con chi governa.

Fra gli ospiti c’è Giovanni Malagò, ma non la sua ex delfina Silvia Salis, che Toti in modo un po’ velenoso specifica di aver invitato (invito evidentemente non raccolto). Gli abboccamenti vanno avanti da tempo, così come punti di contatto e incroci di rapporti fra ciò che fu il mondo totiano e la nuova corte della sindaca, che però è sembrata tenersi a debita distanza da quello che forse percepisce come un abbraccio mortale. Al forum è comunque presente Tiziana Lazzari, chirurga estetica genovese ed ex consigliera comunale di centrodestra, passata da Fratelli d’Italia alla lista di Silvia Salis, che l’ha ricompensata con una nomina in una fondazione del Comune di Genova.

L’abbraccio tra finanziatori privati e decisori pubblici, quando era presidente della Regione Liguria, è costato a Toti l’inchiesta per corruzione. Ma ora che è un cittadino privato, anzi un’azionista di Philia Holding (dove Philia deriva dalla parola greca amicizia), assicura di non rimpiangere nulla e, anzi, rivendica e rivende la rete di relazioni e di rapporti. A chi gli chiede se l’orizzonte di tutto questo sia un ritorno politica, vicino o lontano, Toti assicura di non essere interessato. Ma si sa che un conto è ciò si dice, un altro ciò che si comunica.

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