L’Italia celebra gli 800 anni dalla morte di san Francesco: statue inedite, grandi mostre e un cammino di oltre 1.500 chilometri
Le mostre d’arte, si sa, son tutte effimere per definizione. Per questo, quando un’esposizione è organizzata bene, viene impreziosita da un catalogo che, a mostra finita, sarà l’unica testimonianza dell’idea, del concepimento e della realizzazione espositiva. La premessa è necessaria perché sull’Italia sta per abbattersi un vero e proprio diluvio di iniziative tutte connesse al più importante anniversario del 2026 – gli 800 anni trascorsi dalla morte di san Francesco – esaurito il quale, per i posteri resteranno tracce cartacee, web e radiotelevisive. Ma non solo.
Tanto per incominciare, l’anno scorso è sorto il Comitato per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte del Poverello di Assisi che, formato da quattro ministeri più un’altra mezza dozzina di istituzioni e presieduto dal poeta Davide Rondoni, sta portando avanti una serie di importanti progetti destinati a combattere l’effimerità delle normali iniziative, distribuendo sul territorio italiano i “frutti” di questa azione multipla.
Come per esempio la catalogazione dei libri a stampa del Fondo antico della Biblioteca comunale di Assisi, oppure come “Sculture – Nuovi segni”, l’ambizioso progetto che prevede la collocazione di dieci statue inedite dedicate alla figura del Santo Patrono d’Italia, in altrettante città italiane e realizzate per l’occasione da artisti contemporanei di chiara fama. Dopo l’esordio a Celano, in Abruzzo, e a Cortona, in Toscana, con opere rispettivamente di Marianna Costi e Ugo Riva, prossimamente le sculture dedicate al Santo si riveleranno a Lerici, in Liguria (opera di Vivienne Duchini) e a San Severo, in Puglia, dove sarà collocata la scultura di Giuliano Giuliani. Insomma, a fine anno l’Italia si ritroverà con dieci sculture in più sul territorio, tutte diverse, nuove e realizzate da valenti artisti.
Vi è poi la nascita del Cammino di Francesco – Il Cammino della Luce, nuovo progetto che riunisce in un unico grande itinerario i principali cammini dedicati a san Francesco d’Assisi e gli itinerari legati alla storia dell’Ordine Francescano. Il percorso si sviluppa per 1.546 chilometri e comprende direttrici principali, varianti e collegamenti che attraversano Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria. Tutti i percorsi sono percorribili a piedi e convergono verso Assisi. Lo stesso Comitato, il cui lavoro è giunto a un momento saliente, mercoledì 16 a Roma presenterà le ultime quattro iniziative prima dell’anniversario vero e proprio del 4 ottobre: e cioè “Assicurare la memoria”, “Il mio Cantico libero”, “Preserving Assisi” e il palinsesto Rai dedicato alla celebrazione degli 800 anni dalla morte del Santo.
E mentre nella Cappella Bardi della Basilica di Santa Croce, a Firenze, sono tornati visibili i suggestivi affreschi di Giotto dedicati a San Francesco, ecco da non perdere poi le varie mostre che per l’occasione apriranno tra breve, o sono già visibili.
A Pietrasanta, in Versilia, sono 21 gli artisti che hanno risposto alla chiamata del sindaco Alberto Stefano Giovannetti per la collettiva dal titolo “Creatività e spiritualità nel nome di Francesco”, che si apre domenica 20 settembre e prosegue fino al 18 ottobre. Nato dalla collaborazione fra gli Istituti Culturali dell’ente municipale e la Parrocchia del Duomo di San Martino, il progetto rende omaggio al Santo di Assisi attraverso il linguaggio universale dell’arte, affidandone il ricordo alla sensibilità, alla materia e alla visione di ogni singolo autore, trasferite in un’opera originale. L’allestimento della mostra sarà nelle due sedi espositive “classiche”, ovvero Sala delle Grasce in via Sant’Agostino e Sala del San Leone in via Garibaldi, e sarà arricchito da alcuni bozzetti storici della collezione dell’omonimo Museo e da altri provenienti da laboratori privati; tutte le mostre sono a ingresso gratuito.
Dal 2 ottobre al 10 gennaio 2027 il Salone degli Incamminati e le sale permanenti della Pinacoteca Nazionale di Bologna ospitano la mostra temporanea “Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento” dedicata all’evoluzione dell’iconografia di san Francesco d’Assisi tra il XVI e il XVII secolo vista attraverso i dipinti dei più grandi maestri della scuola bolognese (come i Carracci, Guido Reni e Guercino) unitamente a prestiti da musei italiani e internazionali e a opere provenienti dai depositi del museo bolognese.
Dal 4 ottobre al 10 gennaio la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e la Chiesa di Sant’Ignazio di Arezzo ospiteranno la mostra “L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento”, curata da Cristina Acidini, già Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino. Si tratta di una grande esposizione iconografica con oltre 70 dipinti tra i quali un’opera di Margarito d’Arezzo che ci propone un Francesco nel 1250, cioè un’immagine molto legata alla vicenda umana perché realizzata appena 25 anni dopo la sua morte di lui. Più o meno dello stesso periodo è il grande dorsale del Museo Civico di Pistoia che lo raffigura con le storie accanto: fatti e miracoli. Quindi dal Museo di Worcester si potrà ammirare la superlativa immagine del Maestro di Figline datata alla metà del ’300; al secolo successivo appartengono invece le opere di Beato Angelico dalla Pinacoteca Vaticana e di Botticelli dalla National Gallery di Londra.
Tra le mostre in corso segnaliamo, proprio fino al prossimo 20 settembre, “Creature e creatori. San Francesco e l’arte contemporanea”, esposizione curata da Beatrice Buscaroli e allestita negli spazi dell’Extra MAXXI di Roma; tra i nomi degli artisti coinvolti fino al 20 settembre in questo evento espositivo si segnalano, tra gli altri (e le altre), Maria Lai, Bertozzi & Casoni, Burri, Manzoni, Canevari, Arienti, Camoni, Schifano fino a Samorì.
E ancora, fino al prossimo 25 ottobre, nel Museo della Porziuncola, presso la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, l’esposizione “San Francesco alla Porziuncola. La parabola artistica del volto di Francesco d’Assisi nel luogo del suo transitus”. Si tratta di un percorso rinnovato che intreccia arte, storia e spiritualità, valorizzando un patrimonio straordinario ovvero opere di Cimabue, del Maestro di San Francesco, Taddeo di Bartolo, Giovanni Cariani, preziosi codici miniati e, per la prima volta, il dialogo tra i breviari autografi di san Francesco e santa Chiara.
Inoltre, fino al 1° novembre, a Palazzo Baldeschi di Perugia, da ammirare l’esposizione “San Francesco nostro contemporaneo tra Arte e Spiritualità” che rilegge l’eredità spirituale e culturale del Santo attraverso lo sguardo di alcuni tra i più significativi artisti, italiani e internazionali, del Novecento e dei primi anni Duemila come Burri, Isgrò, Pistoletto, Penone, Marina Abramović, Cattelan, Serafini e Galliani.
Infine, per chi si trova nelle vicinanze di Salisburgo, in Austria, il locale Museo del Duomo ospita fino al 2 novembre 2026 la mostra “L’arte di vivere. 800 anni di Francesco d’Assisi” (titolo originale: LebensKunst. 800 Jahre Franz von Assisi), con la volontà di mettere in luce non solo la vita, ma anche l’eredità spirituale del Santo. La figura del fondatore dell’Ordine e lo stile di vita francescano nato dal suo esempio vengono qui mostrati attraverso testimonianze artistiche, della letteratura e degli oggetti d’uso quotidiano, in un percorso che attraversa i secoli, dal Medioevo fino ai giorni nostri.