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La Rai avvia un procedimento disciplinare contro Ranucci. I legali del giornalista: “Tempismo irrequieto”

La contestazione è arrivata poche ore dopo il deposito del ricorso d’urgenza contro la rimozione da Report. L'azienda sostiene però che la lettera fosse già stata protocollata e che riguardi la "condotta personale" del conduttore
La Rai avvia un procedimento disciplinare contro Ranucci. I legali del giornalista: “Tempismo irrequieto”
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Si apre un nuovo fronte tra Sigfrido Ranucci e la Rai. Mentre è già in corso il contenzioso sulla sua rimozione dalla conduzione di Report, l’azienda ha avviato un procedimento disciplinare contro il giornalista, contestandogli la violazione delle norme aziendali. Ranucci avrà cinque giorni per presentare le proprie osservazioni. Secondo fonti aziendali, l’iniziativa sarebbe partita sulla base di una relazione del Comitato Etico e sarebbe indipendente dal ricorso d’urgenza depositato dall’ex conduttore. Una ricostruzione che i suoi legali contestano, soffermandosi soprattutto sulla tempistica della comunicazione. Per l’azienda, emergerebbero profili disciplinarmente rilevanti relativi alla condotta personale del giornalista. Il procedimento potrebbe portare a un richiamo, a una sospensione o, in extremis, al licenziamento.

L’invio della lettera – secondo fonti aziendali – è un atto dovuto. Il documento sarebbe stato protocollato dalla Direzione Risorse Umane lunedì scorso, prima che fosse comunicata la presentazione del ricorso. Per i legali dell’ex conduttore si tratta, però, di “un tempismo irrequieto”. “Martedì mattina alle 10.39 abbiamo depositato il ricorso a tutela di Sigfrido Ranucci e subito dopo, alle 18.41, è arrivata una pec della Rai con contestazioni disciplinari – afferma l’avvocato Roberto De Vita -. Nemmeno il tempo di consentire al giudice del lavoro di valutare, in via d’urgenza, la legittimità del provvedimento del 28 agosto, che già se ne aggiunge un altro”.

La contestazione riguarderebbe comportamenti come l’invio a soggetti esterni di circolari interne, i giudizi espressi nei confronti dei vertici aziendali e dei nuovi conduttori di Report e l’accesso non consentito in azienda di soggetti esterni. L’invio della lettera sarebbe, inoltre, indipendente dall’audit interno che indagherà sulle procedure aziendali seguite nella realizzazione delle inchieste di Report, e quindi su eventuali interferenze di Valter Lavitola, che dovrebbe essere avviato successivamente. La rimozione dalla conduzione risponde, secondo l’azienda, esclusivamente a logiche editoriali.

Del caso si parlerà giovedì in consiglio di amministrazione, dove i consiglieri di minoranza intendono occuparsi anche degli ascolti di Filorosso di Antonino Monteleone, che nella prima puntata di martedì sera su Rai3 ha ottenuto solo 343mila spettatori con uno share del 2,6%. “Alcune scelte editoriali sembrano fatte senza tenere conto delle attese del pubblico della rete”, scrivono i consiglieri Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale. Monteleone è finito al centro delle critiche dell’opposizione per le sue prese di posizione sui social a sostegno di Israele.

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