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Inchiesta Lazio, prosegue la protesta dei tifosi contro Lotito: “Cerchi i mandanti? Siamo tutti quanti”

L'indagine sulle presunte pressioni per vendere la società, nata dalla denuncia del senatore di Forza Italia, porta a nuove contestazioni del popolo biancoceleste
Inchiesta Lazio, prosegue la protesta dei tifosi contro Lotito: “Cerchi i mandanti? Siamo tutti quanti”
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I tifosi della Lazio proseguono compatti la loro protesta contro Claudio Lotito. L’inchiesta dei pm della Dda di Roma sulle presunte pressioni per vendere la società biancoceleste, nata dalla denuncia dello stesso Lotito, non ha infatti fatto cambiare idea al popolo biancoceleste. Anzi, ha portato a nuove contestazioni. Sui social ma anche con alcuni striscioni apparsi a Nepi, continuano a chiedere che il senatore di Forza Italia venda la società facendosi da parte. “Libera la Lazio” resta lo slogan del tifo. In uno degli striscioni si legge: “Vai cercando i mandati? La totalità del popolo laziale… Tutti quanti!”.

I tifosi biancocelesti quindi continuano a ribadire come la protesta non sia stata orientata da nessuno e nasca da un popolo esausto di questa dirigenza. E negli ambienti laziali viene ricordato – tra il resto – il precedente di 20 anni fa. Nel 2006 iniziarono gli striscioni contro la nuova gestione e le contestazioni allo stadio. Giorgio Chinaglia, bandiera storica del club, afferma di essere alla guida di una cordata pronta a rilevare la società e la Curva Nord lo appoggia. Lotito reagisce e lo scontro finisce in tribunale: l’accusa è di tentata estorsione e pressioni organizzate per costringerlo a vendere con il coinvolgimento del clan dei Casalesi. Nel 2009 arrivano le prime condanne, ma a maggio scorso la Corte d’Appello ribalta tutto, affermando che “il fatto non sussiste“. Secondo i giudici, gli attacchi a Lotito furono solo “un’aspra contestazione“.

Al di là delle aule giudiziarie, da anni va avanti una durissima contestazione che il presidente Lotito non ha mai voluto nemmeno ascoltare. Il 2 luglio scorso migliaia di tifosi sono scesi in piazza da ponte Milvio a piazzale Ankara proponendo il boicottaggio e a inizio campionato la Lazio ha registrato il record negativo di abbonamenti con poco più di 4mila tessere vendute, contro le 30mila dell’anno prima. Una contestazione senza precedenti in Serie A.

L’inchiesta non può quindi cambiare il sentiment della maggioranza dei tifosi laziali. Per ora Lotito ha evitato di commentare quanto emerso dalle indagini nate dalla sua denuncia. I diretti interessati negano tutto. In una dichiarazione all’Ansa, il presidente della Banca Del Fucino Mauro Masi ha annunciato che presenterà denuncia per calunnia. Mentre al Tg1 ha parlato Luigi Bisignani, anche lui indagato insieme a Masi e Francesco Maiolini: “Ma quale complotto, questo è un autogol di Lotito che anziché parlare con i tifosi li denuncia. L’ha già fatto una volta e gli è andata male. Andrà male anche questa volta”. “La battaglia per chiedere una Lazio fortissima, perché essere laziali significa tramandare una fede di padre in figlio in nipote, quella la farò sempre”, ha aggiunto Bisignani.

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