Cara Elly Schlein, davvero ci tocca di nuovo la fiera della matematica elettorale?
di Fausto Tamburrino
La distrazione, forse, è l’unica via rimasta per non guardare in faccia il quadro che si sta delineando per le prossime elezioni politiche. Se un elettore di centro-sinistra si fermasse un attimo a riflettere su ciò che lo attende nei prossimi mesi, beh… alla fine rischierebbe di votare Vannacci!
Ogni volta si spera che la nuova classe dirigente — e in questo caso tu, cara Elly — faccia tesoro della storia e degli errori di chi l’ha preceduta. E invece no, questa grazia non ci è concessa. Siamo condannati a rivivere in loop, in un perenne giorno della marmotta, i tentativi di mettere insieme le solite “somme algebriche” elettorali di prodiana memoria. Forze politiche che non si sopportano tra loro: Avs non tollera Renzi, il M5S non tollera Renzi, il 90% del Pd non tollera Renzi, e gli italiani — diciamolo — non tollerano Renzi.
Il tutto alternato a ridicole fughe solitarie, perdenti già dal giorno dell’annuncio, come la storia di Veltroni e Letta insegna.
L’altro giorno a In Onda ho scoperto che Renzi è in contatto con il tuo braccio destro, un tale Taruffi (mai sentito prima), per fare i “conticini” sui sondaggi. Oggi, puntuale, è uscita una sua intervista su Repubblica dal titolo: “Uniti si vince!”.
Complimentoni! Poiché l’ultima volta c’è stata la fuga solitaria, a questo giro ci tocca di nuovo la fiera della matematica elettorale.
Ricapitolando: il compito di un Segretario di partito dovrebbe essere quello di formare solide alleanze e liste di eletti affidabili e granitici, a garanzia di un programma di svolta condiviso (che ancora non c’è). Magari ci si potrebbe accordare su una figura di spicco, dall’alta etica pubblica, sensibile ai temi del lavoro, dell’ambiente, delle minoranze e dell’immigrazione; una figura terza, digeribile e al di sopra delle logiche di partito (come fu Rodotà ai tempi per il Quirinale), capace di mettere tutti d’accordo, persino i Cinque Stelle, da sempre restii a rinunciare alle primarie.
Invece, cosa vi accingete a fare? Vi preparate a una logorante campagna per le primarie. Ah no, giusto: prima il programma! Un programma che, ovviamente, è già firmato “in bianco” da Renzi che, pur di contare qualcosa, firmerebbe qualunque cosa, tanto mica deve mantenere la parola!
Dopo il programma si sceglierà il candidato premier che, lo sappiamo già, presumibilmente sarai tu o Giuseppe Conte. Nessuno di voi due otterrà un plebiscito e sarete comunque indigesti a una buona parte degli elettori dell’altro (forse Conte un po’ meno, ma i voti servono tutti). Conoscendo l’elettorato del M5S, non darei affatto per scontati i loro voti se dovessi prevalere tu. Ma una cosa è certa: sareste entrambi indigesti a Renzi. Parliamo della stessa persona che ha fatto cadere l’unico governo di centro-sinistra degli ultimi vent’anni e che negli ultimi 7-8 anni ha votato di tutto insieme al centro-destra.
Per un elettore di centro-sinistra, questo è puro cinema dell’orrore.
Cara Elly, se proprio dovete fare i conti, fateli bene. Da potenziale elettore ti dico già che col piffero voterò una coalizione del genere, e ci metto la firma: per ogni elettore che vi porta Renzi, ne perderete due. Il solo annunciare che Renzi resterà fuori dalla coalizione vi darebbe dieci punti di vantaggio e riporterebbe alle urne milioni di astenuti, perché finalmente ci sarebbe chiarezza nella proposta politica.
Il film con Renzi lo abbiamo già visto e porta sempre da una sola parte: prima al solito governo tecnico e poi, come naturale conseguenza, dritti dritti verso Vox, l’AfD, il Rassemblement National e Vannacci (esattamente come abbiamo sperimentato con Meloni dopo Draghi). Solo che l’altra volta la colpa fu di Renzi… questa volta, invece, la colpa di chi sarà?