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L’accusa dell’ex socio di Lavitola in Zimbabwe: “C’è lui dietro il sabotaggio della mia auto, voleva farla esplodere”

L'intervista al sito MowMag di Benjamin Chimutengo: "Ho ragionevoli sospetti, è nella sua indole". E cita alcuni messaggi tra l'ex faccendiere e il suo avvocato
L’accusa dell’ex socio di Lavitola in Zimbabwe: “C’è lui dietro il sabotaggio della mia auto, voleva farla esplodere”
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“Il 13 gennaio 2026 hanno sabotato la mia auto: volevano farla esplodere”. I mandanti? Valter Lavitola e un “poliziotto corrotto pagato 30mila dollari”. L’accusa arriva da Benjamin Chimutengo, già partner d’affari in Zimbabwe di Lavitola nel mercato del carbon credit. In un’intervista al sito MowMag, trasmessa dal programma Lo stato delle cose su Rai 3, Chimutengo sostiene che l’ex faccendiere, in carcere per la bomba sotto casa di Sigfrido Ranucci, abbia organizzato anche un attentato ai suoi danni dopo quello al conduttore di Report. “Ho ragionevoli sospetti. È nella sua indole. Valter non riesce ad affrontare una discussione senza tirare in ballo la minaccia di Gomes” Clesio Tavares, il factotum indagato a sua volta per la bomba a Ranucci. “Dice semplicemente: “Manderò Gomes”. So che tipo di persona è, quando è arrabbiato fa queste minacce”, afferma l’imprenditore.

“La mia auto è stata sabotata il 13 gennaio 2026. C’era una modifica tra il tubo di scarico e il serbatoio del carburante. Ed è stato il mio giardiniere a notarlo. Perché se un motore diesel si scalda abbastanza può far scattare una scintilla nel serbatoio e farlo esplodere. Ma all’epoca, a gennaio, non avevamo una pista”, dice Chimutengo. E cita “messaggi dell’avvocato di Valter”, Tariro Shoko, “che parlano di un agente di polizia che chiede 30mila dollari statunitensi per occuparsi di me. I messaggi che posso condividere”, afferma, “erano scritti in italiano, ed erano conversazioni tra Valter e l’avvocato. Lavitola diceva: “Verifica che l’ufficiale di polizia possa effettivamente fare il lavoro”. Chi dovrebbe aver bisogno di 30mila dollari per risolvere una situazione con me?”, chiede.

“La questione”, spiega l’imprenditore, “è in mano alla polizia”, che dovrà acquisire “i tabulati telefonici, le transazioni e le dichiarazioni” dell’avvocata. “Lo Stato deve solo chiedere al poliziotto: “Perché volevi 30mila dollari? E cosa volevi dire quando dicevi che dovevi occuparti di Benjamin Chimutengo?”. Poi accusa direttamente il suo ex socio Lavitola: “Perché stava pagando un avvocato che lavorava chiaramente con un agente di polizia, mentre quest’ultimo chiedeva una bustarella per “occuparsi di me”? Sto prendendo la cosa molto seriamente. La porterò fino all’ultimo tribunale del Paese”.

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