Adesca sui social una ragazzina, la sequestra e poi la immobilizza con travi di legno per violentarla: “Stasera ti uccido”
Ha adescato una ragazza sui social, è riuscito a portarla nella cantina del suo condominio, ha sbarrato la porta di ingresso, le ha sequestrato il cellulare e poi l’ha violentata. È stato arrestato con le accuse violenza sessuale, lesioni personali e sequestro di persona pluriaggravati il 26enne accusato di aver abusato di una 22enne e non una 18enne come riferito in un primo momento. I militari della Stazione Carabinieri di Sant’Antonio Abate hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare. L’incubo – durato ore – vissuto dalla vittima è iniziato nella notte tra il 2 e il 3 agosto 2026 a Castellammare di Stabia (Napoli).
Le indagini, coordinate dalla Procura Torre Annunziata guidata da Nunzio Fragliasso, sono iniziate dopo la denuncia-querela presentata dalla giovane nei giorni successivi al fatto. La giovane, a verbale, ha raccontato di aver cercato di dire no, di aver supplicato l’uomo e aver tentato inutilmente di difendersi. Il 26enne però, secondo l’accusa, l’ha picchiata e violentata più volte, utilizzando travi di legno per immobilizzarla. La vittima ha subito una specie di tortura con l’acqua.
Per gli inquirenti la ricostruzione dei fatti fornita dalla persona offesa, oltre ad essere stata ritenuta chiara, dettagliata e pienamente coerente, avrebbe trovato anche preciso riscontro nei referti medici ospedalieri, nei rilievi fotografici effettuati dalla polizia giudiziaria e nelle testimonianze delle persone informate sui fatti con le quali la vittima si era confidata subito dopo. Il giudice per le indagini preliminari, nel disporre la misura cautelare, ha evidenziato l’estrema gravità della condotta dell’indagato, la particolare pericolosità sociale dello stesso e il concreto rischio di reiterazione di reati della stessa specie di quelli per cui si procede. “Tu non vedi dove stai? Questo non è un posto dove portare le ragazze, io stasera ti uccido!” ha detto l’uomo alla vittima. La ragazza ha tentato di proteggersi, ha graffiato e morso l’aggressore.
L’aggressore e la vittima si erano conosciuti su Instagram per poi entrare in confidenza su WhatsApp, su cui, entrambi, si raccontavano le loro storie e dove lui le aveva detto di essere rimasto vittima di un grave incidente stradale in cui il fratello aveva perso la vita. Il 26enne, dopo le minacce di morte, le botte e le violenze, l’ha liberata facendole promettere di non dire nulla.
Dopo essere tornato a parlare della vicenda del fratello morto, come se nulla fosse successo, l’ha abbracciata e lasciata uscire dalla cantina dove era rimasta sotto sequestro per oltre tre ore, rimuovendo il termosifone usato per bloccare l’uscio.