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Opa sul Fatto, la marcia indietro di Del Vecchio: “Il Cda Seif non ha accolto la nostra richiesta, non promuoveremo alcuna offerta”

"Lmdv Media prende atto della decisione del consiglio di amministrazione di Società Editoriale Il Fatto"
Opa sul Fatto, la marcia indietro di Del Vecchio: “Il Cda Seif non ha accolto la nostra richiesta, non promuoveremo alcuna offerta”
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Dopo la netta presa di posizione del Cda di Seif e dei soci fondatori del Fatto Quotidiano, Leonardo Del Vecchio rinuncia all’offerta di acquisto della società, annunciata domenica scorsa. La LMDV ha preso atto del fatto che la nostra società non è scalabile e soprattutto non è in vendita. Così, nella mattinata di giovedì, ha diffuso un comunicato di segno opposto rispetto ai ripetuti e roboanti proclami dei giorni scorsi: “Lmdv Media prende atto della decisione del consiglio di amministrazione di Società Editoriale Il Fatto del 28 ottobre scorso di non accogliere la richiesta di due diligence confermatoria, e della volontà dei soci fondatori di non aderire all’offerta. Non essendo stato possibile accedere alle informazioni necessarie per una valutazione completa, Lmdv Media non intende, allo stato, promuovere l’offerta”. All’indomani dell’annuncio di Del Vecchio, la comunità del Fatto ha risposto in modo straordinario, sottoscrivendo abbonamenti scontati con la campagna “Il Fatto non è in vendita”, che prosegue fino al 10 novembre. Ai nostri lettori e abbonati abbiamo chiesto anche di mandarci una foto con il Fatto, per ribadire il concetto: il nostro giornale appartiene solo ai suoi lettori.

La nota della società di Del Vecchio prosegue ribadendo la linea, pur di fronte alla presa d’atto che Il Fatto non è interessato a essere comprato: “La proposta di LMDV Media nasceva da una convinzione che resta immutata. Il futuro dell’informazione non si garantisce riducendo i costi all’infinito per inseguire ricavi in calo, ma investendo in tecnologia e in chi fa i giornali. In Italia troppi giornalisti, a partire da collaboratori e freelance, sono pagati pochi euro a pezzo e vivono nella precarietà. Restituire dignità a questo lavoro, con compensi equi e contratti stabili, è il primo dovere di un editore e la prima condizione per un’informazione libera”. Solo 48 ore prima di annunciare l’Opa su Seif, Del Vecchio sui social aveva pesantemente attaccato la nostra testata, definendoci “Ratti del giornalismo“.

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