L'antipasto pugliese - 3/11
L’antipasto pugliese
C’è però un antipasto succulento prima di servire la pietanza principale. Prima di scegliere il candidato per palazzo Chigi c’è infatti la necessità di dirimere una grande contesa in terra di Puglia: da una parte Nichi Vendola, da Terlizzi. Pugliese colto, omosessuale, comunista, dall’eloquio forbito, empatico, diretto, accogliente. Dall’altra il candidato perfetto dei moderati progressisti: un giovane economista già accademico, brillante, misurato, incline a rappresentare sia la nuova sinistra sia la vecchia Dc: è Francesco Boccia. Sono le prime vere primarie e l’esito che susciterà quasta grande battaglia regionale è imprevisto: col 50,9% delle preferenze vince il comunista in terra di Puglia e coi favori delle parrocchie vince l’omosessuale. La Puglia, patria di Tatarella, il ministro dell’Armonia nel governo Berlusconi e anche il nome che aveva spinto il centrodestra a un’affermazione senza sconti, sceglie la sinistra pura. Vendola sconfiggerà poi Raffaele Fitto, democristiano doc, figlio d’arte (il papà era stato presidente della Regione) e grande tessitore di legami.