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Mini festeggia 25 anni in Italia. Oltre 480 mila auto vendute dal debutto

Circa 350 mila sono ancora in circolazione. La Countryman vale quasi la metà delle immatricolazioni, mentre le elettriche hanno raggiunto una quota del 10%
Mini festeggia 25 anni in Italia. Oltre 480 mila auto vendute dal debutto
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Oltre 480 mila auto vendute in 25 anni, circa 350 mila delle quali ancora in circolazione. Sono i numeri della Mini in Italia, dove il marchio ha debuttato ufficialmente l’8 settembre 2001 con la prima generazione sviluppata sotto la proprietà del gruppo BMW.

Il mercato del Bel Paese ha risposto bene fin dall’inizio. Nei primi quattro anni sono state consegnate oltre 86 mila vetture, ma nel tempo è cambiato soprattutto il peso dei diversi modelli. A fare la parte del leone è stata la Countryman, che da sola rappresenta il 48% di tutte le Mini vendute nel nostro Paese dal 2001 a oggi.

Una quota importante è arrivata anche dalle versioni più sportive, se è vero che le John Cooper Works sfiorano il 10% delle vendite complessive. Molto più recente è invece la crescita dell’elettrico: con il rinnovamento della gamma avvenuto tra il 2024 e il 2026, i modelli 100% a batteria sono arrivati a pesare per il 10% delle immatricolazioni del marchio.

In questi 25 anni si sono susseguite nel nostro Paese nove famiglie di prodotto e 19 generazioni. Un percorso che ha progressivamente allontanato il brand dalla formula iniziale, costruita quasi interamente attorno alla piccola tre porte. La gamma si è allargata con nuove carrozzerie e soprattutto con modelli di maggiori dimensioni, fino all’attuale offerta che comprende Countryman e Aceman.

La Mini dell’era BMW era nata pochi mesi prima dell’arrivo nelle concessionarie italiane. Il primo esemplare uscì dalla fabbrica britannica di Oxford il 26 aprile 2001, riprendendo alcuni degli elementi stilistici del modello originale progettato da Alec Issigonis nel 1959, ma adattandoli a un’auto profondamente diversa per dimensioni, tecnologia e posizionamento.

Una parte importante della strategia è sempre stata giocata sulla personalizzazione, con colori, tetti a contrasto, strisce e numerose combinazioni di allestimento. Un’impostazione che ha accompagnato l’evoluzione della gamma e ha contribuito a mantenere riconoscibile il marchio anche con l’arrivo di modelli molto diversi da quello delle origini.

I dati diffusi dal costruttore raccontano infine anche chi la compra: in Italia la clientela è composta per il 63% da uomini e per il 37% da donne. Dopo 25 anni, è dunque tempo di entrare in una fase diversa, con un’offerta più ampia e un peso crescente delle versioni a elettroni.

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