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Meghnagi: “Il sindacato dei giornalisti legittima la violenza contro gli ebrei”. Fnsi: “Non siamo antisemiti, difendiamo il diritto di critica”

Il presidente della Comunità ebraica di Milano accusa la Federazione della stampa italiana per l'evento a Montecitorio contro il ddl antisemitismo. Costante (Fnsi): "Sbagliato riferirsi alla dichiarazione Ihra nel testo di legge"
Meghnagi: “Il sindacato dei giornalisti legittima la violenza contro gli ebrei”. Fnsi: “Non siamo antisemiti, difendiamo il diritto di critica”
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Il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ha accusato il sindacato dei giornalisti di alimentare l’odio e la violenza contro gli ebrei. La Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) ha replicato di non avere nulla a che fare con l’antisemitismo, rivendicando il diritto alla critica. Al centro della polemica, la posizione contraria del Fnsi sul ddl antisemitismo, con la manifestazione “maratona” organizzata il 9 settembre a Montecitorio.

“Registriamo un aumento vertiginoso dei casi di antisemitismo in tutta Italia ma in particolare a Milano. Atti violenti, minacce, inseguimenti, atti vandalici. Le comunità ebraiche sono in pericolo”, ha dichiarato il 6 agosto Meghnagi, a margine della Giornata europea della cultura ebraica celebrata a Milano. “Per questo considero vergognoso che la Fnsi e altri sindacati promuovano azioni per bloccare la legge in parlamento, organizzando addirittura una sorta di maratona. Questo tipo di iniziative sono pericolose perché legittimano la violenza contro gli ebrei e offrono una sponda a chi compie questi gesti”, ha concluso il leader della Comunità ebraica meneghina. Citando anche il caso dell’ex renziano Marco Carrai: “Il fatto che sia stato costretto a dimettersi dalla presidenza della Fondazione Meyer è una macchia indelebile per Firenze, tutta la Toscana e per il nostro Paese – ha concluso – È stato obbligato a lasciare dopo aver ricevuto attacchi vergognosi legati al suo ruolo di console onorario di Israele. Un gravissimo atto di antisemitismo”.

“La Fnsi non è antisemita. Non lo è mai stata e mai lo sarà. Non può essere considerato antisemitismo criticare le azioni dell’attuale governo“, ha replicato a Meghnagi Alessandra Costante, segretaria della Federazione nazionale della stampa. “Vogliamo ricordare in questo frangente le decine di giornalisti e reporter uccisi durante l’attacco a Gaza. Giornalisti, non terroristi. La Fnsi vuole continuare a poter protestare e ricordare queste vittime di una violenza gratuita, senza essere tracciata di antisemitismo”, ha proseguito la funzionaria del sindacato dei giornalisti. “Non possono essere accettate le accuse di antisemitismo e fare paragoni con questioni che non c’entrano assolutamente nulla”, ha aggiunto Costante. “Avrebbero fatto meglio i proponenti del ddl Antisemitismo a riferirsi alla dichiarazione di Gerusalemme e non alla dichiarazione Ihra che fa coincidere 7 dei suoi 11 esempi di antisemitismo con le critiche allo stato di Israele”.

La Rete #NoBavaglio – tra le organizzazioni coinvolte nell’evento del 9 settembre – ha espresso in una nota “solidarietà piena e determinata alla Federazione nazionale della stampa italiana, destinataria di un attacco ingiusto e allarmante da parte del presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi. Le accuse rivolte alla Fnsi sono affermazioni gravissime, prive di fondamento e pericolose per il dibattito democratico“. L’organizzazione: “Attribuire a chi difende la libertà di informazione una responsabilità indiretta rispetto ad atti di odio è una distorsione che non aiuta la lotta all’antisemitismo: la indebolisce, la confonde, la espone a strumentalizzazioni”.

Oltra 100 sigle parteciperanno all’appuntamento per protestare contro i rischi del ddl antisemitismo sulla libertà di espressione. “Il 9 settembre, in piazza a Montecitorio, ci sarà una comunità larga, plurale e democratica: giornalisti, artisti, attivisti, ONG, studenti, giuristi, docenti, accademici, organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti e della libertà di stampa, sindacati, formazioni politiche, associazioni, movimenti per la Palestina e gruppi ebraici impegnati nella tutela della memoria ma anche nel contrasto di nuove violazioni dei diritti umani”, ha rilanciato la Rete #NoBavaglio. “Una piazza composta da realtà che da sempre praticano concretamente la lotta all’antisemitismo, al nazismo, al fascismo, al razzismo, all’intolleranza e a ogni forma di discriminazione. Una piazza che interpreta e mette in pratica i principi della Costituzione, difendendo la libertà di informazione come presidio essenziale contro ogni odio identitario”.

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