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Il centrosinistra cerca la sintesi a Cernobbio: “Mettiamo insieme i punti in comune dall’ambiente al lavoro”

I leader di Pd, M5s, Italia Viva e Avs ospiti del Forum Ambrosetti insistono sul programma prima della leadership. Renzi: "Contratto alla tedesca". Gli imprenditori li bocciano
Il centrosinistra cerca la sintesi a Cernobbio: “Mettiamo insieme i punti in comune dall’ambiente al lavoro”
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C’è un filo conduttore: il programma, cioè i punti da mettere in comune. Una tesi da tradurre poi in questioni concrete, da scrivere poi nero su bianco. Matteo Renzi vorrebbe un vero e proprio “contratto alla tedesca” e si trova d’accordo con Elly Schlein sulla necessità di una condivisione europea delle spese militari. Giuseppe Conte, invece, punta per lo più sulla condivisione di temi come lavoro, politiche ambientali e legge sul conflitto d’interessi mentre attacca sul riarmo “irresponsabile”. Sulla politica estera, la sintesi prova a offrirla Angelo Bonelli sottolineando che si è tutti d’accordo sulla necessità di “ripristinare il diritto internazionale per evitare che ci sia un nuovo ordine mondiale politico basato solo sulla supremazia militare”. L’opposizione – bocciata in un sondaggio dalla platea del Forum Ambrosetti a Cernobbio, favorevole invece all’azione del governo Meloni – prova a fare quadrato di fronte agli industriali riuniti sul lago di Como.

Nell’incontro dedicato a tutte le voci delle minoranze in Parlamento ci sono Pd, M5s, Avs e Italia Viva mentre Carlo Calenda ha declinato l’invito perché a Roberto Vannacci è stato offerto uno spazio dedicato sabato. Così l’incontro con i leader dei partiti del campo largo – “centrosinistra”, puntualizza Renzi spiegando che quell’altra definizione comprende solo gli altri tre partiti – diventa anche l’occasione per comprendere a che punto sia la sintesi della potenziale comunione d’intenti a un anno o poco da meno dalle elezioni politiche. Tutti mettono al centro i temi, ponendo in secondo piano la resa dei conti per la leadership della coalizione. Schlein punta tutto sull’economia, in un momento di grave crisi dell’industria e di difficoltà per i prezzi al consumo in salita a causa dei costi per l’energia: “Dobbiamo rimettere in moto questo Paese a partire da una strategia per la crescita che per noi ha tre nodi fondamentali, il primo è accelerare la decarbonizzazione per abbattere il costo dell’energia”, attacca.

La proposta è legata all’uso di 14 miliardi di flessibilità sull’energia con cinque “misure bandiera semplici” da mettere su strumenti “già avviati che funzionano”: la sostituzione di caldaie e metano con pompe di calore, più soldi al piano casa per l’efficientamento delle popolari, sostegno alle imprese nell’elettrificazione dei processi industriali, trasporto pubblico con investimenti in metropolitane ed elettrificazione degli autobus e, infine, sviluppo delle reti delle colonnine di ricarica per le auto elettriche, oltre alle rinnovabili. La Commissione europea, ha ricordato la segretaria dem, “ha detto al governo che poteva usare questi 14 miliardi per fare ciò che in 4 anni non ha fatto”. Temi sostanzialmente legati all’ambiente, con Bonelli che chiede anche investimenti nella rete idrica per tamponare la dispersione record. Quello del green è uno dei tre orizzonti certamente condivisi nel centrosinistra, come ricorda Conte, quando sottolinea che sul programma “abbiamo proposte significative”, ricordando anche le politiche del lavoro e “alcuni elementi importanti come la legge sul conflitto d’interessi”. Il presidente del M5s sostiene che anche sulla politica estera le posizioni siano “molto chiare”. Tradotto: “Ci troviamo tutti sul fatto che l’Europa non si avvantaggia con l’escalation militare che sta drenando moltissime risorse”.

Un punto questo sul quale, in termini pratici, abbiamo molto vicini Schlein e Renzi. La numero uno dem: “La strada della corsa al riarmo dei singoli 27 Stati non aumenta la deterrenza”. Piuttosto, dice, bisognerebbe “avere il coraggio di fare un grande salto in avanti nell’integrazione” e cioè “sviluppare una vera difesa comune, verso un esercito comune”, altrimenti “vuol dire solo una cosa cioè comprare più armi da Trump”. Il segretario di Italia Viva: “È evidente che la spesa militare ci deve essere, ma ci deve essere una spesa europea”. Come si fa sintesi? “Il centrosinistra se si mette d’accordo su dei punti precisi con un contratto alla tedesca, non soltanto manda a casa Urso e Salvini ma può dare all’Europa l’idea di un’Italia protagonista – è il pensiero di Renzi – e che non sia un’Italia che semplicemente si limita a galleggiare”.

Il centrodestra, ha insistito il numero uno di Iv, ha “fallito” ma “molte persone però soprattutto tra il mondo dell’impresa, non si fidano fino in fondo del centrosinistra, dicono ‘la Meloni, Urso, Salvini hanno fallito, però voi cosa proponete?'”. Da qui, la sua tesi: “Sarebbe una cosa preziosa se il centrosinistra, quando sarà chiara la data delle elezioni, abbia delle proposte concrete sulle quali avere la firma di tutti i partecipanti alla coalizione. In Germania fanno così”. Così, dice, se non si è “divisi” il centrodestra non potrà vincere. Bonelli concorda: “Stiamo lavorando a un programma – conclude – e il tema su chi guiderà l’alleanza sarà affrontato dopo, ma la mia convinzione è che le elezioni le vinceremo”.

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