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Il collettivo italiano sanzionato da Trump chiude, Autistici/Inventati: “Temiamo conseguenze penali e finanziarie per le nostre comunità”

Dopo 25 anni di attività, A/I annuncia lo stop a tutti i servizi. Dal 26 agosto il dominio autistici.org era stato oscurato e il conto PayPal bloccato. "In questo clima offrire i nostri servizi è un pericolo"
Il collettivo italiano sanzionato da Trump chiude, Autistici/Inventati: “Temiamo conseguenze penali e finanziarie per le nostre comunità”
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Dopo 25 anni di attività, Autistici/Inventati chiude. Il collettivo italiano di attivisti digitali, finito lo scorso 26 agosto nella lista delle organizzazioni colpite dalle sanzioni antiterrorismo statunitensi, ha annunciato che sospenderà tutti i suoi servizi. “Ogni giorno in cui siamo rimaste online a partire dal 26 agosto è stata una vittoria, ma dobbiamo fermarci “, scrive A/I in un comunicato pubblicato domenica 6 settembre.

La decisione, spiega il collettivo, nasce soprattutto dal timore di esporre utenti e persone vicine al progetto. “La concreta possibilità di poter essere la causa di conseguenze penali o finanziarie per qualcuno che ci è vicino, o che anche solo interagisce con noi non ci permette altre scelte”, si legge nella nota. “In questo clima continuare a offrire i nostri servizi è solo un pericolo in più per le nostre utenti, e per tutte le persone che fanno parte delle nostre comunità”.

La vicenda era iniziata meno di due settimane fa. Il Tesoro americano aveva sanzionato Autistici/Inventati insieme a Palestine Action e Masar Badil, accusando A/I di aver fornito infrastrutture e servizi digitali a gruppi considerati estremisti violenti di sinistra e ad altre organizzazioni già sottoposte a sanzioni. Il collettivo aveva respinto le accuse, rivendicando di offrire da 25 anni strumenti gratuiti e rispettosi della privacy ad attivisti, gruppi e associazioni. Gli effetti del provvedimento si erano manifestati subito: meno di 48 ore dopo il dominio autistici.org era stato oscurato e il conto PayPal bloccato. A/I aveva però assicurato che avrebbe cercato di resistere “fino a che fosse stato possibile”.

Ora quella possibilità, secondo il collettivo, non esiste più. A/I dice di non voler “prestarsi a strumentalizzazioni” né mettere a rischio le proprie comunità: “Nessuna di noi ha simpatia per i gesti eroici e men che meno per i martiri”. Continuare, aggiunge, significherebbe non poter più garantire il progetto originario, cioè “offrire strumenti sicuri e non mercificati”. Il collettivo annuncia che pubblicherà “a brevissimo” le istruzioni per consentire agli utenti di salvare blog, mail, siti e altri contenuti, avvertendo che nel frattempo potrebbero verificarsi altri problemi tecnici imprevedibili. “Sono stati 25 anni bellissimi. Sono stati una ‘bella storia’”, conclude A/I. “Ora mollate il pc, uscite, lottate, abbracciatevi e non perdete il sorriso. Perché noi ci fermiamo. Ma la resistenza e le idee no. Restiamo umani”.

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