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Sparatoria tra i servizi segreti a Kiev: l’intelligence ucraina accusa il vicecapo dei dissidenti russi di collaborare con Mosca. Lui nega

Lo scontro a fuoco è avvenuto tra gli uomini del servizio di sicurezza interno ucraino e l'intelligence militare del ministero della Difesa. Al centro della storia c'è il ruolo del russo Stepan Kaplunov
Sparatoria tra i servizi segreti a Kiev: l’intelligence ucraina accusa il vicecapo dei dissidenti russi di collaborare con Mosca. Lui nega
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Il vicecomandante del Corpo dei volontari russi (Rdk), unità integrata nelle Forze armate ucraine, Stepan Kaplunov, avrebbe avuto contatti con i Servizi di sicurezza russi (Fsb) e sarebbe stato incaricato di preparare un attentato. È quanto sostiene il Servizio di sicurezza ucraino (Sbu), che ha diffuso una nuova ricostruzione della vicenda all’origine della sparatoria avvenuta nella notte tra l’1 e il 2 settembre a Kiev. Lo scontro a fuoco è avvenuto tra gli uomini dello Sbu e l’intelligence militare del ministero della Difesa (Gur) e tre persone sono rimaste ferite.

Secondo lo Sbu, Kaplunov ha ricevuto dall’Fsb l’incarico di preparare un attentato contro un esponente dell’opposizione russa che avrebbe dovuto recarsi in Ucraina. Gli è stato inoltre chiesto di eliminare altri militari delle Forze armate ucraine in cambio di un compenso. A sostegno della propria versione, lo Sbu ha pubblicato una corrispondenza tra Kaplunov e i servizi russi. “Mentre gli agenti dello Sbu stavano conducendo operazioni investigative urgenti per raccogliere e documentare le prove del reato in questione, si è verificata una situazione di scontro assolutamente inaccettabile che ha portato a una sparatoria” si legge nel comunicato del Servizio di sicurezza.

Kaplunov nega però di aver collaborato con l’Fsb e offre una ricostruzione opposta. In un’intervista a Radio Nv ha raccontato di essere stato aggredito il 23 agosto nella sua abitazione da persone che si erano presentate come agenti di polizia. È stato quindi portato in un luogo sconosciuto, una struttura riservata o una prigione segreta, dove è stato interrogato per due giorni sui suoi presunti rapporti con l’Fsb. A quel punto è stato sottoposto a pressioni per accettare una versione dei fatti che, ha detto, “non era vera”. Secondo Kaplunov, l’obiettivo era screditare il Corpo dei volontari russi che riunisce dissidenti russi impegnati a combattere per l’Ucraina.

Kaplunov ha riferito di essere stato riportato nel suo appartamento dopo nove giorni di detenzione. Nell’abitazione erano in corso operazioni investigative. Dalla finestra, ha raccontato, ha sentito degli spari. Poco dopo è stato prelevato da alcuni compagni dell’Rdk. La stessa unità aveva denunciato la sua scomparsa il primo settembre e si era rivolta allo Sbu e al Gur senza ottenere informazioni sulla sua posizione né sulle accuse nei suoi confronti. È in questo contesto che, nella notte tra martedì e mercoledì, è avvenuta la sparatoria nel quartiere Bereznyaky di Kiev. Secondo lo Sbu, durante una perquisizione al civico 10 di via Yuri Shumsky, una squadra operativa e investigativa è stata aggredita da uomini armati. Gli uomini hanno inoltre bloccato il passaggio agli agenti con le loro automobili.

A quel punto è intervenuta anche l’unità speciale Alfa dello Sbu. Ne è seguito uno scontro a fuoco, con alcuni feriti e l’arresto degli aggressori. Secondo il Servizio di sicurezza, si trattava di membri del Gur, l’intelligence militare ucraina. La ricostruzione è complicata anche da quanto dichiarato poche ore prima da Sbu e Gur. I due servizi avevano infatti comunicato di aver sventato un attentato dell’Fsb contro un esponente dell’opposizione russa arrivato in Ucraina per la Festa dell’indipendenza, il 24 agosto. Secondo fonti dell’agenzia Rbc Ucraina, quell’obiettivo sarebbe stato proprio Kaplunov.

Una circostanza contestata dall’avvocato di Kaplunov, Taras Borovsky, secondo il quale il suo assistito era stato rapito già il 23 agosto. La vicenda ha provocato la dura reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Si può sparare solo agli occupanti russi”, ha detto, definendo lo scontro “assolutamente vergognoso”. Il presidente ha chiesto che tutte le circostanze vengano chiarite e ha riferito di aver parlato con il procuratore generale Ruslan Kravchenko, incaricato di fare luce sull’accaduto. “Qui si può sparare solo contro gli occupanti russi per difendere l’Ucraina. Nessun altro scontro a fuoco sarà mai considerato dal nostro Stato come qualcosa di autorizzato”, ha ribadito Zelensky. In serata il presidente ha inoltre annunciato la destituzione di Oleg Khramov, responsabile del dipartimento per la tutela dei segreti di Stato dello Sbu. I motivi della decisione però non sono stati comunicati.

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