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Elezioni in Marocco, l’avvocata Fatima-Zahra Mansouri è la prima premier donna della storia del Paese

La donna, 50 anni, ha ricevuto l'incarico di formare il nuovo governo dal re Mohammed VI
Elezioni in Marocco, l’avvocata Fatima-Zahra Mansouri è la prima premier donna della storia del Paese
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Per la prima volta nella storia del Marocco, il governo marocchino sarà guidato da una donna. A una settimane dalle elezioni, il re Mohammed VI ha sciolto le riserve e ha nominato Fatima-Zahra Mansouri capo del governo dopo la vittoria del suo partito il Pam (Partito Autenticità e Modernità) alle elezioni legislative del 23 settembre. La donna è stata ricevuta ieri a Rabat dove ha ricevuto l’incarico di formare il nuovo esecutivo. 50 anni, avvocata, figlia di un pascià, due volte sindaca della sua città, Marrakech, Mansouri entra nella storia del Marocco come prima donna premier e come seconda del mondo arabo dopo la tunisina Najla Bouden.

La formazione di centrodestra, che faceva parte della coalizione di governo uscente, ha ottenuto 97 dei 395 seggi della Camera dei rappresentanti, in un’elezione caratterizzata da un’affluenza del 38%, il livello più basso degli ultimi quasi 20 anni. Senza una maggioranza assoluta, Mansouri dovrà trovare un accordo con altri partiti per formare una coalizione di governo della durata di cinque anni, anche se le principali linee guida nei settori strategici restano di competenza del re. L’avvocata aveva aderito al Pam alla sua fondazione nel 2008, a opera dell’attuale consigliere del re, Fouad Ali El Himma. Quest’ultimo, stretto collaboratore di Mohammed VI, ha tuttavia lasciato il partito nel 2011.

Una scelta “estremamente dirompente” ha scritto l’analista politico Mustapha Sehimi su Le Monde. Un nuovo simbolo, quindi, “nell’atmosfera della fine del regno che permea il Marocco”, Mohammed VI può ora vantarsi “di essere stato il primo re a nominare una primo ministro”, ha osservato il giornalista Omar Brouksy. Soprannominata dai giornali marocchini ‘Fzm’, Mansouri proviene da una famiglia benestante e altolocata, strettamente legata alla monarchia. Suo padre era ambasciatore negli Emirati Arabi Uniti. Dopo aver studiato legge in Francia, Mansouri ha lavorato nello studio di uno degli avvocati marocchini più famosi, Hicham Naciri. Questo avvocato d’affari è uno dei legali del palazzo, così come lo era suo padre, ex presidente dell’ordine degli avvocati che difese gli interessi privati di Hassan II, poi di Mohammed VI, prima di diventare ministro della Giustizia.

Mansouri ora dovrà affrontare diverse questioni spinose che agitano il Paese. le questioni del potere d’acquisto, la forte volatilità dei prezzi e la lotta alla disoccupazione, il cui tasso si è attestato al 9,5%. Durante la campagna elettorale, il suo partito ha promesso di realizzare una crescita media del 5% annuo, mantenere l’inflazione al 2% per preservare il potere d’acquisto e creare almeno un milione di posti di lavoro nel corso del mandato. Tra i dossier più importanti ci sarà anche l’organizzazione, insieme a Spagna e Portogallo, della Coppa del Mondo di calcio 2030. Il Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti (Rni), dal quale proviene il capo del governo uscente Aziz Akhannouch, è arrivato secondo con 66 seggi, perdendone una trentina rispetto alle ultime elezioni legislative del 2021. Il Partito dell’Istiqlal, anch’esso parte della coalizione uscente, si è classificato terzo con 65 seggi. All’opposizione, il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Pjd, islamista), che aveva fatto della lotta alla corruzione uno dei temi principali della campagna, ha quadruplicato il numero dei propri seggi, conquistandone 54 contro i 13 delle ultime elezioni legislative. Il giorno successivo al voto, il suo segretario generale Abdelilah Benkirane ha escluso l’ipotesi di entrare nella maggioranza.

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