Un gigantesco decagono è comparso su Saturno: il “mistero” della nuova onda al polo sud
Saturno ha un nuovo mistero su cui gli astronomi posso concentrarsi. Al suo polo sud è comparsa una gigantesca figura a dieci lati, un’onda atmosferica che sembra quasi disegnata con un compasso nell’atmosfera del pianeta. Non è una struttura solida, naturalmente, e non è nemmeno un fenomeno osservabile a occhio nudo: è una poderosa corrente a getto che assume una particolare forma geometrica e che si estende attraverso diversi strati dell’atmosfera. A studiarla è stato un gruppo di ricercatori guidato da Agustín Sánchez-Lavega dell’Università dei Paesi Baschi, in uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances. La scoperta è interessante non soltanto per la sua forma spettacolare, ma soprattutto perché questa enorme struttura sembra essersi formata soltanto negli ultimi anni. Per capire quanto sia insolito il fenomeno bisogna guardare dall’altra parte del pianeta.
Il polo nord di Saturno è infatti famoso da decenni per un’altra figura geometrica atmosferica: un enorme esagono. La sua storia comincia all’inizio degli anni Ottanta, quando le sonde Voyager 1 e Voyager 2 riuscirono a fotografare per la prima volta in modo dettagliato la regione polare settentrionale del pianeta. Le immagini mostrarono qualcosa di sorprendente: una corrente atmosferica che, invece di disporsi in una forma circolare o irregolare, tracciava con notevole precisione i sei lati di un gigantesco esagono. Non era un effetto ottico e non si trattava di una struttura passeggera. Le osservazioni successive hanno dimostrato che l’esagono è una formazione atmosferica stabile, mantenuta dall’equilibrio tra correnti e vortici. E, a oltre quarant’anni dalle prime immagini, quella figura è ancora lì. Il vero mistero, però, è che al polo sud non c’era niente di simile.
La regione è stata osservata nel corso degli anni sia dalla Terra, quando l’orientamento di Saturno rendeva possibile studiarla, sia dalla sonda Cassini, che ha orbitato attorno al pianeta dal 2004 al 2017. Le immagini non avevano mostrato una struttura poligonale paragonabile a quella settentrionale. Poi qualcosa è cambiato. Nel 2023, quando il polo sud di Saturno è tornato nelle condizioni migliori per essere osservato dalla Terra, gli astronomi hanno iniziato a notare una formazione molto debole. Una sorta di contorno appena accennato, che inizialmente non sembrava particolarmente definito. Era, però, il primo indizio. Il fenomeno è stato seguito negli anni successivi. Nell’agosto del 2024 la struttura era diventata più evidente e nuove osservazioni nel 2025 hanno permesso di studiarla con maggiore precisione. È così emerso il suo aspetto più curioso: non un esagono come quello del polo nord, ma una forma a dieci lati.
Un gigantesco decagono atmosferico. La geometria, però, è soltanto la parte più spettacolare della storia. Per gli scienziati la domanda fondamentale è un’altra: come può una struttura di questo tipo comparire improvvisamente? Le analisi indicano che l’onda decagonale si trova all’interno di una delle potenti correnti a getto che attraversano l’atmosfera di Saturno. Non è quindi una semplice forma superficiale: la struttura sembra estendersi attraverso più strati dell’atmosfera del pianeta. Questo dettaglio è importante perché permette di capire che cosa si sta realmente osservando. Non c’è una “figura” sospesa sopra le nuvole, come se qualcuno avesse tracciato un poligono sul pianeta. La forma nasce dalla dinamica dell’atmosfera: dal movimento di enormi masse di gas, dalle correnti che scorrono a velocità differenti e dall’interazione con i vortici atmosferici. In altre parole, la geometria è il risultato del movimento. “Il fatto più intrigante, a mio avviso, è che sembra essersi formata solo di recente”, ha spiegato Amy Simon, del Goddard Space Flight Center della Nasa e responsabile scientifica del programma Opal di Hubble, che da oltre dieci anni osserva annualmente i pianeti esterni. E proprio Simon ha posto la domanda che ora accompagna la scoperta: “Perché si è formata improvvisamente proprio ora, quando non ne avevamo mai vista traccia prima d’ora?”
Gli strumenti che continuano a osservare Saturno potranno dire se la struttura diventerà stabile come l’esagono del polo nord, se cambierà forma o se, al contrario, finirà per dissolversi. Sarà soprattutto il tempo a stabilire quanto sia davvero duratura questa enorme figura atmosferica.
Foto Nasa della sonda Cassini