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Ultimo aggiornamento: 12:25

Schlein: “Primarie? Prima il programma, poi il resto”. E su Report: “La destra l’ha fatto sparire perché scomodo”

La segretaria del Pd, alla Festa dell'Unità di Genova, chiede anche sanzioni per il governo Netanyahu e sul riarmo sposa la linea Sanchez: "Pericoloso"
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“Affinato il programma comune della coalizione, con gli alleati decideremo su tutto il resto”. Alla Festa dell’Unità di Genova Elly Schlein rinvia ancora una volta la discussione su primarie e leadership del centrosinistra: “La mia posizione non è mai cambiata, la conoscete: o accordo o primarie, ma ora non perdiamoci via in un dibattito parlando solo di noi, perché c’è tanta attesa nel Paese di sentire che cosa vogliamo fare per ridurre i danni di questo governo Meloni, che dopo quattro anni consegna un Paese più fragile, con i salari tra i più bassi d’Europa, le bollette tra le più care, con le liste d’attesa della sanità che si allungano e con la crescita a zero”. La segretaria del Pd ribadisce che alle prossime elezioni il campo progressista “andrà unito” e indica le priorità delle opposizioni: salario minimo, sanità pubblica, scuola, politica industriale e riduzione delle bollette. Un programma che, insiste, “non inizia da zero”.

Dal palco Schlein lega poi l’articolo 11 della Costituzione alla politica estera: chiede il riconoscimento dello Stato di Palestina e sanzioni contro il governo Netanyahu e ribadisce il sostegno alla pace anche per l’Ucraina, invocando il rispetto del diritto internazionale. Contro l’escalation bellica e la corsa al riarmo parla di tornare a mettere al centro diplomazia e dialogo. Sul 5 per cento richiama la linea del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez e boccia “il pericoloso riarmo nazionale di 27 diversi Stati” e l’aumento della spesa militare voluta dal governo Meloni.

Per Schlein servirebbero invece una difesa comune europea e un’Europa più federale e integrata. Se Giorgia Meloni è contraria alla difesa comune europea ma accetta l’aumento delle spese militari, dice Schlein, il risultato sarà “comprare più armi dagli Stati Uniti di Trump, il contrario di quello che dovrebbe essere l’interesse italiano e comunitario”. A margine interviene anche sul caso Report e su Sigfrido Ranucci. “La destra ha ottenuto esattamente quello che voleva: far sparire un programma ritenuto scomodo”, accusa, richiamando “anni di attacchi e querele” contro la trasmissione. Sul tema, Schlein ricorda la proposta presentata insieme a M5s e Avs per “liberare la Rai dalla politica e dai partiti”.

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