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Di Battista, il post sui social: “Mi sento meglio, partirò da Cuba il 4 settembre. Sono stati giorni difficili”

L'ex parlamentare M5s annuncia il rientro "con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima della partenza"
Di Battista, il post sui social: “Mi sento meglio, partirò da Cuba il 4 settembre. Sono stati giorni difficili”
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Un post accompagnato da una sua immagine, in cui compare sorridente in primo piano e sullo sfondo una manifestazione costellata di bandiere della Palestina. Alessandro Di Battista, dopo essere stato ricoverato in gravi condizioni mentre si trovava in viaggio a Cuba, aggiorna sul suo stato di salute e sul rientro in Italia, previsto per il 4 settembre. “Oggi mi sento meglio. Sono stati giorni difficili e allo stesso tempo sono ottimista e cerco sempre di vedere il positivo in tutto. Ringrazio i medici cubani che, come mi è stato confermato dai medici italiani, sono stati molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali”. L’ex parlamentare M5s, che si trovava sull’isola per un reportage per Il Fatto Quotidiano e Loft, poi, scrive la data del suo rientro in Italia: “Partirò da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima della partenza”, annuncia. Poi aggiunge: “P.S. Da anni ho deciso di ‘sfruttarè gli spazi mediatici che ho a disposizione per denunciare l’Olocausto palestinese, che va avanti anche se molti giornali si voltano dall’altra parte. Ne approfitto dunque per raccontarvi quello che mi dicono negli ospedali a Cuba, ovvero che molti dei medici e degli infermieri palestinesi uccisi in Palestina negli ultimi tre anni avevano studiato e si erano formati qui”. Infine Di Battista conclude: “Grazie a tutti per l’affetto che è superiore a quello che mi sarei mai immaginato”.

Il costo del volo verrà quindi coperto da un’assicurazione privata, di cui il Fatto lo aveva dotato prima della partenza per Cuba. Ma se dovesse essere necessario coprire spese ulteriori, la sua associazione Schierarsi è pronta a lanciare una raccolta fondi. Mentre da Cuba fanno notare che, per colpa dell’embargo statunitense, non c’ è combustibile per gli aerei. Quindi, i velivoli devono fare scalo nella Repubblica Dominicana per fare il pieno. Un problema in più, anche per i voli sanitari. La certezza è che Di Battista non farà ricorso a voli di Stato. Anche se il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha voluto ribadirlo: “Durante la stagione estiva, dal 1º giugno al 31 agosto, abbiamo aiutato tantissimi italiani che erano in difficoltà. Abbiamo riportato 25 persone che avevano problemi di salute nel nostro Paese. Trattiamo tutti alla stessa maniera, politici e non politici”. L’ennesima spiegazione a fronte della valanga di cattiverie sui social – e su certi quotidiani – da parte di chi ironizza “sull’anticasta soccorso dal governo”.

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