Arbitri, la nomina del coordinatore dei rapporti con i club è già un caso: Orsato vuole Abbattista, Malagò chiede una preferenza alla Serie A
È una figura centrale per il clima e l’equilibrio dell’intera stagione. Colui che da qualche anno a questa parte cura i rapporti tra l’AIA e i club, il solo e unico riferimento con cui i dirigenti delle società (o i loro ormai celeberrimi Club Referee Manager) possono avere contatti. E abbiamo scoperto dall’inchiesta della Procura di Milano, dalle intercettazioni e le presunte interferenze su Pinzani e Rocchi, quanto possa essere importante. La scelta del nuovo responsabile dei rapporti tra la CAN (Commissione Arbitri Nazionale) e i club di Serie A (e B) per la stagione 2026/2027, quanto mai urgente vista la piega che ha già preso la gestione Orsato, sta però diventando un caso.
Negli scorsi giorni, le 20 squadre di Serie A hanno ricevuto una strana comunicazione dalla Lega Calcio, in cui si diceva che il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha trasmesso una rosa di nomi tra cui designare il nuovo coordinatore, chiedendo di indicare a stretto giro una preferenza. La terna era composta da: Eugenio Abbattista, celebre negli scorsi anni per aver denunciato il sistema delle graduatorie ritoccate degli arbitri e aver lasciato l’Aia in polemica, tra i testimoni anche dell’ultima inchiesta della Procura di Milano sul Var; Andrea De Marco, che ha ricoperto la posizione nella scorsa stagione; l’ex assistente Andrea Stefani. La corsa è fra i primi due.
Abbattista è la prima scelta del nuovo designatore Orsato, che lo ha avuto nello stesso ruolo in Serie C l’anno scorso, e lo vorrebbe al suo fianco anche nel massimo campionato; rappresenterebbe un grosso segnale di cambiamento, anche per le battaglie e denunce passate che porta nel suo bagaglio. L’uscente De Marco (che a sua volta aveva preso il posto di Pinzani, finito nelle intercettazioni dell’inchiesta di Milano) invece è un fedelissimo dell’ex designatore Rocchi, che ha ancora diversi estimatori tra i club e soprattutto in Federazione, e dopo l’archiviazione è tornato a far sentire la sua voce. Lo scontro quindi è fra continuità e discontinuità.
Qui si inserisce il sondaggio fra i club, che non ha precedenti e ha suscitato perplessità (per non dire proprio malumore) in Lega: tanti si sono sentiti tirate per la giacchetta in una scelta che non li compete. Qualcuno ci ha visto proprio un tentativo da parte della Figc di indurre Orsato a confermare De Marco, grazie all’espressione delle società in favore di quest’ultimo. Così diverse squadre hanno preferito astenersi: tra i voti alla fine pervenuti, pare che il sondaggio si sia concluso con un vantaggio risicato di De Marco su Abbattista.
Che l’insolita richiesta della Figc fosse in buona fede (per favorire il dialogo coi club) o meno (per imporre il proprio candidato), sta di fatto che la nomina è diventata un pasticcio. Che rischia di scontentare tutti, comunque finisca. Se la bilancia pendesse infatti dalla parte di De Marco, non sarebbe la scelta preferita del designatore, con cui il coordinatore deve lavorare a stretto contatto: il nuovo corso partirebbe azzoppato, mentre i tifosi (anche diversi club) pretendono aria nuova. Viceversa, se Orsato tirasse dritto su Abbattista come logica vorrebbe (parliamo di un ruolo di fiducia, che spetta a lui indicare), lo farebbe a seguito di una spaccatura in Serie A che non sarebbe mai stata certificata (almeno non in questi termini) senza quel sondaggio. Intanto il campionato è già iniziato da due giornate senza una figura così delicata.