Ranucci fuori da Report, Salvini e FdI esultano: “Giusto così”. M5s: “È l’Editto Meloni, operazione brutale e fascista”. Pd: “Colpito il giornalismo d’inchiesta”
Il primo rappresentante del governo a parlare è Matteo Salvini: “Giusto così. Ora si faccia chiarezza“. Scrive così su X il vicepremier e leader della Lega commentando la decisione di rimuovere Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report, pochi minuti dopo l’annuncio che la nuova stagione della trasmissione d’inchiesta Rai sarà affidata a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Se il centrodestra esulta, dall’opposizione arriva la reazione durissima del M5s. La senatrice Barbara Floridia commenta: “L’Italia ripiomba nei tempi bui dell’editto bulgaro di Berlusconi con quello che possiamo definire ‘Editto Meloni‘”. Per i Cinquestelle si tratta di “un’operazione brutale, autoritaria e fascista“. Il Pd attacca la destra: “Non vuole il giornalismo d’inchiesta”.
Per il momento la presidente del Consiglio tace. Non il suo partito. Fratelli d’Italia, si legge in una nota dei meloniani in commissione di Vigilanza Rai, “auspica che la trasmissione ‘Report’ torni finalmente a fare il suo vero mestiere, quello per cui tutti i cittadini pagano il canone, ovvero il giornalismo d’inchiesta. L’auspicio è che torni a essere una trasmissione d’inchiesta credibile, dopo anni in cui la sua funzione originaria è stata distorta a vero e proprio organo di faziosa propaganda politica e ideologica“. Ad affondare ancor di più è Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia: “Aspettiamo le inchieste sullo scandalo Lavitola-Ranucci da parte di Report. I soldi non mancano a quanto abbiamo letto”.
Le opposizioni invece vanno all’attacco. I parlamentari M5S in commissione di Vigilanza Rai scrivono: “L’obiettivo di Giorgia Meloni era quello di distruggere Report nell’anno elettorale e lo ha fatto”. Un concetto sottolineato anche dal Pd con Sandro Ruotolo: “Era già tutto scritto. Aspettavano soltanto l’occasione giusta per chiudere l’esperienza di Report con Sigfrido Ranucci alla conduzione. Questa destra è insofferente al controllo del giornalismo. Non ama il giornalismo d’inchiesta perché il giornalismo d’inchiesta controlla il potere: fa domande, scava, verifica e porta alla luce quello che il potere preferirebbe non vedere raccontato. E c’è un elemento che rende tutto ancora più grave: siamo alla vigilia della campagna elettorale per le politiche del 2027″.
Ruotolo aggiunge: “Abbiamo già portato la questione in Europa perché l’European Media Freedom Act stabilisce un principio fondamentale: il servizio pubblico deve essere indipendente dalle interferenze politiche“. Il senatore Walter Verini, capogruppo Pd in Antimafia, sottolinea: “Da anni ci provavano. In tutti i modi. Togliere Ranucci da Report significa colpire una trasmissione coraggiosa, spesso urticante – verso tutti – ma indispensabile per il servizio pubblico e la stessa democrazia. Questa destra non sopporta quei controlli, quei pesi e contrappesi e quei contropoteri tipici, come il giornalismo d’inchiesta, di una democrazia liberale”.
Intervengono anche Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, i leader di Alleanza verdi e sinistra: “La Rai punisce quella che, fino a prova contraria, resta la vittima di un attentato e colpisce uno dei pochi spazi del servizio pubblico che ancora svolgono un giornalismo d’inchiesta libero e indipendente“. La loro nota prosegue: “È evidente che la destra ha usato la vicenda dell’attentato per far demolire Report“. Anche Verini sul punto dice: “L’impressione è che si pratichi una sorta di regolamento di conti e di indebolimento di una trasmissione che deve invece essere difesa e sostenuta”.
La senatrice pentastellata Floridia, già presidente della commissione di vigilanza Rai, definisce quanto accaduto una “operazione brutale, autoritaria e fascista“. Nella sua nota scrive: “Non abbiamo nulla contro i giornalisti indicati per la conduzione, ma queste modalità rappresentano un vero e proprio golpe. Non solo si fa fuori quello che fino a prova contraria resta una vittima, ma non c’è stato alcun reale coinvolgimento della redazione“, scrive Floridia. Il primo atto di forza contro la mossa della Rai è arrivato infatti proprio della redazione: “La decisione assunta dalla Rai è per noi completamente irricevibile“, hanno scritto gli inviati di Report.
Secondo Floridia, questa mossa fa parte di una strategia precisa: “Silenziare la commissione di vigilanza per due anni, occupare il servizio pubblico in tutti i modi, marginalizzare le poche voci scomode rimaste e accompagnarle alla porta o farle fuori attraverso un’operazione di killeraggio mediatico che non ha precedenti”. Il M5s è pronto alla protesta: “TeleMeloni ha toccato il fondo più basso del suo servilismo. Da oggi quando la maggioranza verrà a parlarci di ricostituire la commissione di Vigilanza, le nostre barricate saranno ancora più alte”. Poi Floridia conclude: “A chi dentro la Rai guarda con sgomento quello che sta accadendo diciamo di tenere duro: manca poco e i responsabili di questo sfacelo dovranno fare le valigie”.