Il mondo FQ

Il 29 e 30 agosto tredici città in piazza contro il Ddl Caccia: “Basta legare la crisi ecologica all’eccesso di animali selvatici”

La mobilitazione è stata lanciata dal collettivo mantovano No Food No Science e unisce la critica politica al modello venatorio all'opposizione al riarmo
Il 29 e 30 agosto tredici città in piazza contro il Ddl Caccia: “Basta legare la crisi ecologica all’eccesso di animali selvatici”
Icona dei commenti Commenti

“Contro il DDL Caccia. Contro lo specismo e ogni forma di oppressione. Per la liberazione animale, la giustizia climatica e la difesa dei territori. Per un mondo senza dominio”. È con questi obiettivi che associazioni, collettivi, realtà antispeciste e vegane scenderanno nelle piazze di tredici città italiane il 29 e il 30 agosto per due pomeriggi di iniziative, performance e letture negli spazi pubblici.

L’oggetto di contestazione è il disegno di legge sulla caccia che è stato approvato in Senato il 23 giugno scorso e che introduce diverse modifiche alla legge 157/1992 sulla protezione della fauna selvatica e sul prelievo venatorio. Al momento il DDL è all’esame della Camera. Alla base della nuova mobilitazione nazionale c’è il rifiuto di un modello che continua ad attribuire alle armi e all’uccisione un ruolo centrale nella gestione della fauna selvatica. Come si legge nel comunicato diffuso dalle associazioni “la critica all’abbattimento non si esaurisce in una posizione etica. Anche la letteratura scientifica internazionale peer-reviewed offre elementi che mettono in discussione l’idea che aumentare il numero degli animali uccisi equivalga a diminuire i danni e a ristabilire un presunto equilibrio naturale”.

Per chi promuove le giornate del 29 e 30 agosto è necessario rovesciare la prospettiva: la crisi ecologica non nasce da un eccesso generalizzato di animali selvatici, ma si inserisce in un contesto segnato dalla distruzione e frammentazione degli habitat, dal consumo di suolo, dall’inquinamento, dalla crisi climatica e da attività produttive che esercitano una pressione crescente sui territori. Scaricare le conseguenze di questa crisi sugli animali significa piuttosto evitare di interrogarsi sulle responsabilità del proprio modello di sviluppo: “Contestiamo un modello che continua a presentare l’uccisione come risposta ordinaria ai conflitti tra attività umane e fauna selvatica. Gli animali non sono numeri da amministrare o bersagli da mettere a disposizione. Vogliamo quindi costruire una relazione diversa con gli altri viventi e con i territori, fondata sulla prevenzione, sulla tutela degli habitat e sul progressivo superamento dell’uccisione come strumento ordinario di gestione” ha dichiarato Barbara Balsamo della Rete ecosocialista romana e organizzatrice del presidio a Roma.

Così, alla vigilia dell’apertura della stagione della caccia, ad Arezzo, Bologna, Brescia, Cremona, Livorno, Macerata, Mantova, Milano, Roma, Palermo, Pordenone, Vercelli e Verona arriva una mobilitazione lanciata dal collettivo mantovano No Food No Science che unisce la critica politica al modello venatorio e l’opposizione al riarmo. Ma saranno messi in evidenza anche i legami tra l’oppressione animale, la devastazione ambientale, l’annientamento di popoli e terre e il dominio patriarcale. Per questo a scendere in piazza nelle dieci Regioni italiane non saranno soltanto collettivi e associazioni antispeciste, ma anche femministe, ambientalisti e sostenitori del popolo palestinese.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione