Il mondo FQ

“La scuola aiuti a non creare ghetti”: l’intervento di Mattarella dopo l’annuncio di Meloni sul tetto di stranieri in classe

Il presidente della Repubblica ad Amatrice: la scuola come leva di coesione sociale per tutti. Le parole dopo la proposta della premier, che insegue Vannacci
“La scuola aiuti a non creare ghetti”: l’intervento di Mattarella dopo l’annuncio di Meloni sul tetto di stranieri in classe
Icona dei commenti Commenti

La scuola “deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale“. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad Amatrice, parlando alla cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico all’Istituto Omnicomprensivo Sergio Marchionne, nel decimo anniversario del terremoto.

“La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti. ‘È aperta a tutti’, così dispone l’articolo 34 della Costituzione” ha aggiunto il Capo dello Stato, le cui parole sono state sottolineate da un forte applauso. Il discorso, già programmato, arriva all’indomani della proposta di Giorgia Meloni di fissare un “numero massimo di stranieri per classe”. Proposta fatta, come rilevato da diversi analisti politici e commentatori, per inseguire l’elettorato che si sta spostando verso Roberto Vannacci.

Il presidente della Repubblica ha fatto riferimento anche ai casi di violenza, citando l’episodio che ha coinvolto nei giorni scorso una docente di Roma. “La violenza si manifesta in molte forme” ha detto, “prepotenze esplicite, gruppi e bande che si consolidano fuori dalle aule. Le violenze contro gli insegnanti: l’ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti, non dimenticati. Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori, ben più colpevoli in questo tradimento del loro compito educativo, sottraendosi alla fondamentale alleanza con gli insegnanti“.

E ancora: “Ci sono violenze più subdole che richiedono antenne sensibili: il bullismo che infierisce sul più debole, la diversità e la debolezza che diventano causa di umiliazione, il disinteresse di chi volta le spalle davanti ad atti di viltà travestiti da bravate. Sono intollerabili gli episodi di violenza e sopraffazione ai danni di ragazze e sono inaccettabili anche quelle forme più ovattate di oppressione nei loro confronti, quelle pretese miserabili di supremazia e di impossessamento”. In questo senso “più che un codice di comportamento la scuola deve aiutare a riconoscere un’etica condivisa. Gli insegnanti non devono, quindi, essere lasciati soli dalla società e le istituzioni non devono recedere dalla loro responsabilità in contesti difficili. Con un impegno rinnovato per sconfiggere la dispersione scolastica”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione