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“Jdentità Bianconera non può opporsi all’archiviazione di Rocchi”, la Procura di Milano sul caso arbitri: “Non è persona offesa”

La Fondazione aveva chiesto di entrare nel procedimento come persona offesa e sollecitato nuove indagini sull’ex designatore, indagato per frode sportiva. Per i pm non è titolare dell’interesse giuridico tutelato dal reato. Ora la decisione spetta alla gip
“Jdentità Bianconera non può opporsi all’archiviazione di Rocchi”, la Procura di Milano sul caso arbitri: “Non è persona offesa”
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La Fondazione Jdentità Bianconera non ha titolo per costituirsi come persona offesa nel procedimento sul cosiddetto caso arbitri né, di conseguenza, per opporsi alla richiesta di archiviazione dell’indagine nei confronti dell’ex designatore Gianluca Rocchi. È la posizione della Procura di Milano, chiamata a esprimersi sull’istanza presentata dalla Fondazione e ora al vaglio della giudice per le indagini preliminari Giulia Marozzi.

La richiesta dell’organizzazione, che sul proprio sito si presenta come un punto di riferimento per i tifosi della Juventus e dichiara di promuovere trasparenza, diritti e iniziative sociali, era arrivata sul tavolo del giudice alla fine di luglio. La Fondazione, assistita dall’avvocato Stefano Sassano, si era ritenuta legittimata a partecipare al procedimento e aveva chiesto di opporsi all’archiviazione della posizione di Rocchi, sollecitando anche un supplemento di indagini.

L’ex designatore era stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di frode sportiva nell’ambito dell’inchiesta milanese sulle presunte interferenze nelle designazioni arbitrali. A metà luglio la Procura aveva depositato la richiesta di archiviazione, firmata anche dal pm Maurizio Ascione, magistrato che aveva avviato l’indagine e che nel frattempo è passato alla Procura europea. Nella richiesta di archiviazione, la Procura guidata da Marcello Viola aveva riconosciuto la “sussistenza storica” di “singoli episodi di interferenza“. Gli accertamenti, però, non avrebbero fatto emergere elementi sufficienti per dimostrare l’esistenza di “un sistema strutturato” finalizzato a pilotare le designazioni arbitrali a favore dell’Inter. La posizione della società nerazzurra era stata archiviata.

Nel provvedimento non erano state indicate parti offese. È proprio su questo punto – come riporta l’Ansa – che si concentra ora la posizione della Procura rispetto all’iniziativa della Fondazione. Secondo l’aggiunto Paolo Ielo, che segue il fascicolo da poco prima della richiesta di archiviazione, Jdentità Bianconera non sarebbe infatti legittimata a entrare nel procedimento come persona offesa. La Fondazione, secondo i pm, non sarebbe titolare dell’interesse giuridico direttamente tutelato dalla norma che punisce la frode sportiva. Una conclusione che, se condivisa dalla gip Marozzi, avrebbe una conseguenza procedurale precisa: la Fondazione non potrebbe opporsi alla richiesta di archiviazione e il giudice potrebbe decidere direttamente se accogliere o respingere la richiesta della Procura, senza dover fissare un’udienza per discutere l’opposizione.

L’organizzazione aveva invece chiesto che l’inchiesta proseguisse con una serie di ulteriori accertamenti. Tra questi, l’acquisizione integrale dei tabulati telefonici e delle comunicazioni, oltre alle trascrizioni complete delle registrazioni della sala Var relative al periodo compreso tra il 2024 e lo scorso maggio. La Fondazione aveva inoltre sollecitato l’audizione di alcuni manager dell’Inter e ulteriori verifiche sulle modalità con cui viene redatto il calendario della Serie A.

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