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Ultimo aggiornamento: 19:30

“L’Ue è connivente con Israele, la maggioranza degli israeliani sostiene il terrore a Gaza e in Cisgiordania”. Così la reporter di Haaretz Amira Hass a La7

"Siamo sull’orlo del precipizio. L’obiettivo di Israele è promuovere la scomparsa dei palestinesi". La denuncia della giornalista e scrittrice
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Noi siamo i porcellini d’India di questo terrificante esperimento, che vogliamo finisca. Vogliamo che qualcuno arrivi per porre fine a tutto questo. Basta con le dichiarazioni, ci vogliono mosse istituzionali. La dura realtà è che siamo veramente sull’orlo di un potenziale precipizio“. Sono le parole pronunciate a In onda (La7) da Amira Hass, reporter ebrea israeliana e firma di spicco di Haaretz che da decenni vive e racconta la realtà quotidiana nei territori palestinesi.
Hass denuncia duramente la connivenza non soltanto statunitense, ma anche europea con Israele: “Noi, cioè persone di sinistra, israeliani, ebrei, palestinesi, siamo anche stufi di queste affermazioni dell’Europa, che continua a ripetere condanne contro Israele, ma solo a parole e senza nessun impatto”.

Il problema, spiega, è che la maggioranza degli ebrei israeliani sostiene quanto sta accadendo: “hanno deciso di smettere di essere sconvolti da queste immagini di terrore commesso quotidianamente dagli israeliani.Trovano sempre delle scuse per giustificare le uccisioni di bambini, sia a Gaza sia in Cisgiordania“.
Quando Netanyahu invita gli ebrei di tutto il mondo a trasferirsi perché “lo spazio sta aumentando” con la cacciata dei palestinesi, il risultato, osserva la giornalista, è che “tutta la popolazione ebrea mondiale finisce per essere poi complice di questi atti di deportazioni di massa e di uccisioni nei territori palestinesi”.

E aggiunge: “Si tratta di una situazione veramente pericolosissima. Noi abbiamo bisogno che ci sia un adulto nella stanza, e non ce ne sono. Abbiamo bisogno di qualcuno che intervenga, che spieghi agli ebrei israeliani che stanno mettendo a repentaglio la propria esistenza”.
Il cambiamento può arrivare solo con l’intervento di attori esterni: “Ci vuole impegno, ci vuole partecipazione, ci vogliono delle misure per far sì che questo governo fascista smetta di portare avanti i propri crimini e i propri piani“.

Hass poi respinge la lettura imperante dei media italiani, quasi tutta centrata sulla soluzione dei due Stati: “Qui stiamo parlando del pericolo che corrono i palestinesi e la loro esistenza. Abbiamo un governo e una popolazione che vuole che i palestinesi vengano espulsi e deportati da Gaza, dalla Cisgiordania e da Israele. Vi è una maggioranza in Israele che ritiene che i palestinesi che sono in Israele e che sono dei cittadini israeliani non dovrebbero godere degli stessi diritti. Quindi, ormai siamo oltre al dibattito sui due Stati”.
La società israeliana e l’establishment ebraico-israeliano perseguono un disegno colonialista tramite i coloni, “un progetto che ha l’obiettivo di sradicare completamente la presenza nazionale dei palestinesi nel Paese e promuovere la scomparsa proprio dei palestinesi“.
La reporter precisa che, anche se in passato ha sostenuto la soluzione dei due Stati, oggi ritiene che non sia più la questione centrale: il problema ulteriore è che Gadi Eisenkot, attuale leader del partito centrista Yashar e principale sfidante di Netanyahu alle prossime elezioni, non ha il coraggio di contrastare i coloni.

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