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Col nuovo ddl, anche Primo Levi e Berlinguer sarebbero considerati antisemiti – Lettera ai parlamentari

La definizione di antisemitismo non si può strumentalizzare per ragioni politiche né lasciare in mano alla destra post-fascista. L'intervento di Sanitari per Gaza e Rete Digiuno Gaza
Col nuovo ddl, anche Primo Levi e Berlinguer sarebbero considerati antisemiti – Lettera ai parlamentari
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di Coordinamento toscano Sanitari per Gaza e Coordinamento Nazionale Rete Digiuno Gaza

Onorevoli deputati,
vi scriviamo a nome di moltissimi medici, infermieri e sanitari che in questi anni si sono mobilitati contro il genocidio a Gaza a fianco del personale sanitario palestinese, arrestato, torturato e ucciso dall’esercito israeliano. Siamo rimasti sconvolti dalla completa distruzione del sistema sanitario palestinese e dalle sue atroci conseguenze.

In questi giorni è arrivato alla Camera per la votazione definitiva il disegno di legge 1004 per il contrasto all’antisemitismo basato sulla definizione della International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Questa definizione è corredata da 11 esempi, una parte dei quali considerano come antisemitismo le critiche ad Israele ed alla politica israeliana cosa per cui è stata ampiamente criticata. Persino alcuni importanti redattori di quella stessa definizione come Kenneth Stern si sono detti contrari alla sua adozione dal punto di vista giuridico per il rischio di strumentalizzazioni politiche e di una restrizione della libertà di espressione. Perciò era stato proposto di usare la definizione di antisemitismo di Gerusalemme al posto di quella dell’IHRA ma così non è stato.

Il ddl in questione più che contrastare l’antisemitismo, già oggetto di altri provvedimenti della legislazione italiana, favorisce la repressione del dissenso: con la sua applicazione sarà molto più difficile criticare Israele anche se uccide donne e bambini, non sarà consentito “fare paragoni fra la politica israeliana contemporanea e quella dei nazisti” o pronunciare una frase come “Palestina libera dal fiume al mare”. Anche organizzare eventi pubblici nelle scuole e nelle università o proporre il boicottaggio dei prodotti israeliani sarà molto più difficile. Questo purtroppo è perfettamente in linea con quanto sostenuto da Netanyahu e dalla destra israeliana ma non con l’articolo 21 della nostra Costituzione per cui “tutti hanno diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero”.

Questo disegno di legge inoltre rappresenta un unicum in quanto nella nostra legislazione non era finora presente alcuna norma che vietasse di criticare uno stato.

Nel 1948 Albert Einstein e Hannah Arendt dopo il massacro di Deir Yassin scrissero una lettera al New York times in cui definivano Menachen Begin e il suo partito “strettamente affine ai partiti nazista e fascista”. Begin era il leader dell’Irgun un gruppo paramilitare che aveva compiuto stragi di palestinesi e attentati contro gli inglesi.

Nel 1982 dopo l’invasione del Libano da parte di Israele e la strage di Sabra e Chatila in cui vennero massacrati oltre 3000 civili palestinesi Primo Levi rilasciò dichiarazioni in cui chiedeva il ritiro dal Libano. Primo Levi chiese anche le dimissioni del governo guidato da Menachem Begin e fece confronti con fra quanto compiuto da Israele allora e i due principali totalitarismi del ‘900: il comunismo ed il nazismo. Era stato deportato ad Auschwtiz, aveva scritto “Se questo è un uomo” e non era certo antisemita. Anche Enrico Berlinguer criticò duramente Israele accusandolo di “odio razziale” verso i palestinesi e nel 1990 Nelson Mandela accusò Israele per le violenze sui palestinesi definendolo uno “stato terrorista”.

Nessuno di loro era antisemita ma oggi potrebbero essere considerati tali secondo la definizione dell’IHRA o essere denunciati per le loro opinioni. E’ per questo che Amnesty International ha dichiarato questo ddl anticostituzionale: perché viola la libertà d’espressione.

Nel bellissimo documentario Naza, in sala in questi giorni, un soldato israeliano dopo aver confessato di aver ucciso centinaia di donne e bambini palestinesi si difende dicendo che eseguiva gli ordini. E’ molto simile a quanto dicevano i nazisti durante il processo di Norimberga. E’ davvero antisemita fare queste considerazioni?

Il 29 settembre Liliana Segre ha invitato tutti i parlamentari a votare a favore creando tensioni soprattutto nel PD che il 30 settembre in commissione affari costituzionali non ha partecipato ai lavori. Il M5S ed AVS invece hanno votato contro.

Liliana Segre a tre anni di distanza dall’attacco di Israele a Gaza e Cisgiordania nonostante l’entità del massacro ha rilasciato spesso dichiarazioni contro l’uso del termine genocidio minimizzando di fatto quanto accaduto. Ricordiamo invece che il genocidio oltre che dalla commissione dell’ONU e da Amnesty International è stato riconosciuto anche da gruppi israeliani come Physician for Human Ritghs-Israel e B’Tselem, da molti fra i massimi esperti di Olocausto ebrei ed israeliani fra i quali Omar Bartov, Raz Segal e Amos Goldberg, da David Grossman e pure dalla professoressa Anna Foa, storica e autrice dei bellissimi libri “Mai più” e “Il suicidio di Israele”.

Riteniamo che Primo Levi non sarebbe mai stato a favore di questo disegno di legge, diversamente da Liliana Segre. Per quanto la sua esperienza di deportata ad Auschwitz renda la Segre una preziosa testimone dei crimini nazisti è importante che i nostri deputati esaminino il ddl con attenzione e si chiedano in coscienza se si tratti di un testo conforme alla nostra Costituzione. E’ molto importante che tutti possano continuare ad esprimere le proprie opinioni.

Il 27 settembre un gruppo di cittadini ebrei italiani fra i quali anche la stessa Anna Foa e Gad Lerner, appartenenti ai gruppi Mai Indifferenti-Voci ebraiche per la pace, Laboratorio ebraico antirazzista e Tikkun- Diaspora ebraica anticoloniale, hanno inviato una lettera al Manifesto (“Perché noi ebrei siamo contrari”) per spiegare la loro contrarietà a questo disegno di legge che “contrabbanda per lotta all’antisemitismo la delegittimazione e criminalizzazione di ogni posizione pubblica più o meno radicalmente antisraeliana”.

La definizione di antisemitismo non si può strumentalizzare per ragioni politiche né tantomeno lasciare in mano alla destra post-fascista erede proprio di coloro che vararono le leggi razziali in Italia e collaborarono con i nazisti nella deportazione degli ebrei italiani.

Cari deputati se volete ascoltare una voce ebraica lucida ed autorevole ascoltate quella di Anna Foa e dei tanti che come lei hanno fatto appello contro l’uso di questa nefasta definizione di antisemitismo sbagliata e strumentale. Imporre questa legge è sbagliato perché apre la strada alla repressione ed alla criminalizzazione del dissenso come già è successo e succede là dove è stato adottato, per esempio negli USA e in Germania. Poter continuare a criticare anche duramente un paese che ha bombardato ospedali ed ambulanze compiendo un genocidio è fondamentale per la nostra democrazia.

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