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Svolta sul furto al museo di Messina, un custode è indagato per false dichiarazioni ai pm: “Troppe contraddizioni”

Negli scorsi giorni l'uomo era stato convocato al palazzo di giustizia insieme ad altri colleghi per essere ascoltato dai sostituti procuratori. A un certo punto però l'audizione è stata sospesa
Svolta sul furto al museo di Messina, un custode è indagato per false dichiarazioni ai pm: “Troppe contraddizioni”
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C’è una prima svolta nell’inchiesta che cerca di fare luce sul clamoroso furto di Ferragosto. Uno dei custodi del Museo Accascina, in servizio mentre i ladri trafugavano le opere di Antonello da Messina, è ora indagato dalla procura. Negli scorsi giorni l’uomo era stato convocato al palazzo di giustizia insieme ad altri colleghi per essere ascoltato dai sostituti procuratori. A un certo punto però l’audizione è stata sospesa.

La posizione del custode è cambiata da “persona informata sui fatti” a indagato per falsa testimonianza al pubblico ministero: erano troppe le contraddizioni con le dichiarazioni degli altri dipendenti. Come ricostruisce Repubblica, un custode ha riferito di non essersi accorto dell’allarme. Un altro ha ammesso di aver sentito la sirena e di averla spenta: “Pensavamo che ci fosse un falso contatto”. Un collega ha spiegato: “Abbiamo riacceso il sistema di allarme dopo quattro minuti”. E poi c’è il custode su cui ora si stanno concentrando i magistrati: ha accennato alla storia dell’allarme spento, ma troppe cose non tornano rispetto alla cronologia degli eventi.

Fino a ora l’indagine condotta dai poliziotti della squadra mobile di Messina e dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale insieme al procuratore Antonio D’Amato ha permesso di ricostruire i movimenti dei ladri. Gli svaligiatori sono entrati nel museo con abiti neri e caschi, allargando le sbarre della recinzione esterna nella zona posteriore dell’edificio. Erano le 20:47. Per aprire la porta è bastato un piede di porco visto che non era protetta dall’allarme. La sirena infatti è scattata solo quando i ladri sono entrati nella sala con le opere di Antonello e qui le telecamere li hanno ripresi in azione mentre staccavano le cinque tele del Polittico di San Giorgio e spaccavano la teca che custodiva la Tavoletta bifronte.

Nessuno dei custodi ha pensato di avvertire il 112. Anzi è stata una volante della polizia ad avvisarli dopo la telefonata di una residente che si era imbattuta in due tele del Polittico abbandonate davanti al museo. Per questo ora gli inquirenti si concentrano sulle storie degli addetti al museo: due uomini e due donne, dipendenti regionali e lavoratori del bacino delle Attività socialmente utili. Dopo la rapina sono stati spediti in ferie forzate.

*Foto dal sito del Museo di Messina

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