Il mondo FQ

Terremoto del Centro Italia, la battaglia sulla ricostruzione delle scuole a passo di lumaca: “Dati frammentati”

ActionAid, dopo un primo report nel 2025, lamenta dataset della struttura commissariale privi di elementi essenziali. Il commissario Castelli: "Dal 2023 sì alla metà degli interventi"
Terremoto del Centro Italia, la battaglia sulla ricostruzione delle scuole a passo di lumaca: “Dati frammentati”
Icona dei commenti Commenti

A dieci anni dal terremoto che ha sconvolto il Centro Italia la maggior parte degli studenti non ha ancora una scuola ma svolge le lezioni in altri istituti o in prefabbricati. Dati precisi su quanti siano i plessi crollati e ricostruiti non sono reperibili. Il nodo della questione sta proprio nella trasparenza dei dati e nella loro mancata comunicazione. A denunciare la situazione è ActionAid: “Le informazioni restano frammentate, distribuite su canali diversi e non sempre facili da consultare. Manca ancora uno strumento unico che permetta di avere una visione chiara e aggiornata dell’avanzamento degli interventi. A partire dal 2024, abbiamo avviato un percorso di interlocuzione con la struttura commissariale per ottenere dati aperti e disaggregati sulla ricostruzione pubblica e privata nel Centro Italia. Abbiamo ottenuto dataset sulla ricostruzione aggiornati ad aprile 2025”.

A sorpresa il 23 giugno 2026 il commissario Giudo Castelli, senatore di Fratelli d’Italia ed ex sindaco di Ascoli, ha pubblicato il nuovo rapporto sulla ricostruzione, senza allegati che permettessero una verifica autonoma e puntuale dei dati. “Il 30 giugno – spiega Katia Scannavini, co-segretaria generale di ActionAid – il rapporto è stato poi modificato e, nella nuova versione, sono stati inseriti degli allegati, che però risultavano privi di elementi essenziali per poter svolgere un monitoraggio adeguato dello stato di avanzamento della ricostruzione”. Reperire una fotografia esatta della situazione è un percorso a ostacoli per chi tenta di farlo come ActionAid. Resta il dato dell’aprile 2025, tuttavia, che fissa lo stato della situazione, all’epoca: nei 44 Comuni più colpiti dal sisma non erano ancora iniziati i lavori nel 59% delle scuole.

“A seguito di un sollecito – aggiunge Scannavini – abbiamo ottenuto a inizio luglio una parte dei dati aggiornati, che hanno permesso una prima analisi dello stato della ricostruzione al 30 aprile 2026. Il file ricevuto però risultava insufficiente ai fini del monitoraggio poiché ancora privo di elementi essenziali. Successivamente alla chiusura editoriale del nostro report, il Commissario ci ha trasmesso un nuovo dataset relativo alla ricostruzione pubblica. Il tutto è avvenuto quando il lavoro editoriale era ormai concluso e il report già finalizzato, rendendone impossibile l’integrazione”.

Il risultato cambia ma di poco nella sostanza. Alcuni esempi. Nel report di ActionAid al liceo “Filelfo” di Tolentino, il Codice Unico di Progetto (ovvero il codice che segna l’ingresso dell’intervento nel sistema dei progetti pubblici), è stato generato nel 2019, quasi sette anni fa ma questo Cup risulta sia ancora fermo a una fase precedente ai lavori. Secondo Castelli, invece, i lavori sono in corso e sono state già gettate le fondamenta. Per l’associazione all’infanzia “Leopardi” di Sarnano non sarebbe stato aperto nemmeno il cantiere mentre per la struttura commissariale sarebbe stata già ristrutturata e resa agibile grazie ai fondi della Protezione civile Friuli, come anche l’istituto comprensivo “Simone De Magistris” a Caldarola.

Altro esempio è il polo scolastico di Via Roma a San Ginesio, 16 milioni di euro stanziati per la sua ricostruzione, il quale dopo 8 anni e 9 mesi dalla generazione del Cup risulta ancora, dal database commissariale 2025, in una fase precedente alla partenza dei lavori mentre Castelli assicura che i lavori inizieranno il 31 agosto. Convergono, invece, le informazioni sulla “Luzio” di San Severino: il progetto esecutivo è stato approvato e la gara è prossima all’indizione. Secondo Actionaid, i municipi – ancora prima del cantiere – attendono 5,5 anni per le scuole. Solo dove è intervenuto il privato si è fatto presto.

Ad Amatrice, l’istituto omnicomprensivo (dall’infanzia al liceo) è intitolato a “Sergio Marchionne” che ha finanziato una nuova scuola realizzata in due-tre anni. “Il nostro polo – racconta la professoressa Daniela Pirri – è all’avanguardia. Abbiamo una nuova palestra, un parco. Siamo un punto di riferimento per la città”. Ma non è tutto oro quel che luccica a detta di Cortellesi, che ha anche perso un centinaio di studenti trasferitesi in altri paesi: “È stata un’opera realizzata troppo in fretta e oggi dobbiamo fare i conti con le infiltrazioni d’acqua e i costi di manutenzione”.

Diversa la versione del commissario straordinario alla ricostruzione Castellia: “Su 459 interventi necessari alla ricostruzione delle aule in tutte e quattro le regioni colpite dalla tragedia, dal 2023 ad oggi, sono stati autorizzati duecento ordini di attivazione ovvero il sì ufficiale all’avvio dei lavori”, spiega a Ilfattoquotidiano.it. Di fatto dal 2016 al 2026 la ricostruzione delle scuole è stata a passo di lumaca. Su un punto tutti concordano, dal sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi al commissario fino ai presidi della zona tutti confermano: la ricostruzione è partita solo dal 2023.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione