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Caserta, senza fissa dimora pestato a morte: pugni e calci davanti ai passanti “indifferenti” per pochi euro

Caserta - Il video della "violenza animalesca" postato sui social. A infierire sulla vittima un cittadino di origini romene, poi arrestato dalla Guardia di finanza. Il tutto è successo davanti a dei testimoni che non hanno fatto altro che osservare la scena
Caserta, senza fissa dimora pestato a morte: pugni e calci davanti ai passanti “indifferenti” per pochi euro
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Prima la discussione, poi l’aggressione improvvisa, con colpi e calci alla testa e al torace, mentre era già a terra. La sequenza di immagini del pestaggio che ha portato alla morte di Guido Roviello, 62 anni, il clochard deceduto in ospedale venerdì 21 agosto a Caserta, è brutale.

Il video, che sta girando sui social, mostra anche il pugno finale, che probabilmente gli è stato fatale: il suo aggressore lo ha rialzato per sferrargli l’ultimo colpo in pieno volto. Tutto davanti a dei testimoni che non hanno fatto altro che osservare la scena e in alcuni casi riprenderla con il telefonino.

“Debito di 50 euro”

L’aggressione è avvenuta in piazza Sant’Anna a Caserta la scorsa settimana. E con il passare dei giorni sono emersi nuovi dettagli sull’omicidio. Ad infierire sulla vittima sarebbe stato un cittadino di origini romene (e non ucraine come riferito in un primo momento), poi arrestato dalla Guardia di finanza. L’aggressore – secondo quanto riferisce La Repubblica – ha raccontato che la vittima avrebbe dovuto restituirgli 50 euro: soldi che gli aveva prestato per alcolici. Sarebbe stato quindi presunto debito a innescare la furia dell’uomo. C’è anche l’ipotesi che il 40enne pretendesse i pochi spiccioli raccolti con l’elemosina.

Cosa si vede nel video

Sui social network è stata diffusa una clip nella quale si vede Guido discutere con un’altra persona, prima di essere improvvisamente aggredito. Dalle immagini si vede l’uomo colpito violentemente e fatto cadere a terra, per poi essere raggiunto da una serie di calci alla testa e al torace.

L’assassino lo ha quindi rialzato per sferrargli un ultimo, violentissimo pugno al volto. Per chi la conosceva, la vittima era un uomo che dopo aver lavorato come cameriere ha attraversato una vita difficile. Negli ultimi tempi viveva a Maddaloni e frequentava la mensa della chiesa di Nostra Signora di Lourdes.

Chi era la vittima

Guido Roviello lavorava anni fa come cameriere, aveva perso il lavoro ed era finito a vivere in strada; ultimamente però gli era stato trovato un tetto a Maddaloni e frequentava la chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Caserta, dove andava a mensa. Frequentava anche la Comunità di Sant’Egidio dove faceva la doccia e socializzava. E gli stessi volontari della Comunità lo descrivono come un uomo buono e molto sensibile, che già nel 2019 aveva subito una brutta aggressione, che gli aveva provocato diverse fratture; allora era stato aiutato dai volontari dell’associazione “Angelo degli Ultimi”, tornando quindi in strada a vivere.

“Ucciso tra l’indifferenza”

“Le immagini del pestaggio di Guido sono sconvolgenti – dichiara il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli sul suo profilo social -. Non c’è nulla di umano in una violenza simile. Un uomo già duramente messo alla prova dalla vita è stato massacrato mentre era a terra, sotto gli occhi di altre persone che, stando a quanto emerge, non sono intervenute per fermare quella furia. Altrettanto sconvolgente è la profonda indifferenza dei presenti che hanno assistito all’aggressione”.

“Questa tragedia ci impone anche una riflessione più ampia – prosegue il parlamentare campano -. Dobbiamo potenziare i servizi sociali e le reti di assistenza per le persone fragili, per chi vive in strada e per chi rischia di rimanere completamente solo. Bisogna intercettare prima le situazioni di marginalità e costruire percorsi reali di reinserimento e protezione. Seguirò questa vicenda fino a quando non sarà fatta piena giustizia per un uomo che aveva già pagato un prezzo altissimo alla vita”.

“Violenza animalesca”

“Morire ammazzati di botte al centro di Caserta, nell’indifferenza di chi guarda senza muovere un dito, è un orrore e un atto di intollerabile disumanità. È fondamentale sensibilizzare e scuotere le coscienze di tutti noi, affinché non accada mai più. Chi ha massacrato Guido in Piazza Sant’Anna deve pagare la sua responsabilità fino all’ultimo”, dichiara invece il deputato casertano del M5s, Agostino Santillo, secondo il quale c’è “c’è un aspetto di questa tragedia che sconvolge altrettanto: il silenzio di chi ha assistito inerme a una violenza animalesca, per poi allontanarsi come se nulla fosse”.

“Questo – sottolinea – è un segnale di allarme gravissimo di una società che si sta ammalando e che si sta letteralmente animalizzando. È un degrado inaccettabile. Caserta non è questa. Caserta non merita questo, e tutti noi abbiamo il dovere di reagire per uscire da questo baratro morale, sintomo di una comunità che sembra non basarsi più sul concetto di umanità. È la nostra società – conclude Santillo – che deve tornare a specchiarsi nell’umanità, recuperando la sensibilità e il valore autentico della socialità. Scene del genere non possono e non devono mai più accadere”.

Anche dalla maggioranza sono arrivati commenti di condanna: “Quello che è accaduto a Guido nel cuore di Caserta è un orrore che non può lasciare indifferenti. Era una persona fragile, che aveva lavorato come cameriere e che le difficoltà della vita avevano portato ai margini. Chi è responsabile di una barbarie del genere deve pagare fino in fondo. Nessuna giustificazione e nessun alibi: chi massacra un essere umano indifeso deve stare in galera. Punto”, ha dichiarato il deputato della Lega e coordinatore regionale del partito in Campania, Gianpiero Zinzi.

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