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Madre e figlia uccise dalla ricina, localizzato il pc che ha effettuato la ricerca sulla preparazione del veleno: “Nella zona di Pietracatella”

Due donne, parenti di altre due persone già ascoltate nei mesi scorsi, sono state convocate in questura a Campobasso per essere sentite
Madre e figlia uccise dalla ricina, localizzato il pc che ha effettuato la ricerca sulla preparazione del veleno: “Nella zona di Pietracatella”
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È arrivata dagli Stati Uniti l’informazione che potrebbe dare una svolta all’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella. Il computer che ha effettuato le ricerche sulle modalità di preparazione della ricina in polvere sarebbe stato localizzato in un’area coincidente con la zona di Pietracatella, in provincia di Campobasso. A quanto risulta, la ricerca è stata effettuata qualche giorno prima degli omicidi. Si stringe così il cerchio attorno alla persona sospettata di aver preparato il veleno, anche se al momento nessuno risulta indagato per la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate con la ricina nel dicembre 2025.

Intanto continuano a sfilare in questura le persone informate sui fatti. La notizia sulla localizzazione dell’indirizzo informatico, infatti, arriva nello stesso giorno in cui due donne, parenti di altre due persone già ascoltate nei mesi scorsi, sono state convocate in questura a Campobasso per essere sentite. Martedì sono state effettuate due perquisizioni negli studi professionali di Gianni Di Vita, a Pietracatella e Campobasso. Sono stati acquisiti nuovi dispositivi informatici e la borsa da lavoro appartenuta ad Antonella Di Ielsi è stata sequestrata. Le operazioni sono iniziate martedì intorno alle 8 nello studio di Di Vita in via Risorgimento 18, a Pietracatella, proprio di fronte alla casa della famiglia, tuttora sotto sequestro. Lo studio – dal quale il 31 luglio erano già stati acquisiti un computer Lenovo e dieci pen drive -, invece, non è sequestrato.

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