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Inno e alzabandiera prima delle lezioni: perché la proposta di un esponente di Futuro Nazionale è pericolosa

Sortite come quella di Giganti che possono apparire goliardiche in realtà danno la misura di quanto sia pericoloso il movimento di Vannacci, perché riesce ad unire uomini e donne che propongono idee nostalgiche
Inno e alzabandiera prima delle lezioni: perché la proposta di un esponente di Futuro Nazionale è pericolosa
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Inno nazionale nelle scuole e alzabandiera. Quando ho letto questa proposta, avanzata da Giuseppe Giganti, referente del Comitato 227 di “Futuro Nazionale” (Vannacci), ho pensato fosse una fake news. L’immagine circolata sulla Rete riporta la foto di Giganti con il simbolo del partito del generale e la spiegazione dell’iniziativa: “L’inno nazionale per educare al rispetto e all’unità; l’alzabandiera per rafforzare il senso di appartenenza per formare cittadini consapevoli, orgogliosi e responsabili”.

Uno scherzo elaborato con l’AI? Una boutade estiva? Una provocazione? No! Giganti, che secondo i quotidiani locali potrebbe candidarsi per la carica di sindaco nella città siciliana, la pensa davvero così. Anzi. Una volta contattato conferma tutto: “E’ un mio sogno”. A dire il vero prima di lui ci aveva già pensato Giulio Tremonti a lanciare, dal palco di Rimini, l’idea dell’alzabandiera nella scuola. Una pratica che viene messa in atto in Turchia dove ogni mattina, prima dell’ingresso in classe, gli studenti si radunano nel cortile della scuola per l’alzabandiera e per cantare l’inno nazionale; cerimonia che si ripete anche il venerdì pomeriggio alla fine delle lezioni settimanali.

Anche in Cina i due “riti” sono obbligatori e avvengono generalmente ogni lunedì mattina: la cerimonia, altamente solenne, coinvolge l’intero corpo studentesco schierato nel cortile e viene ripetuta in occasione di festività patriottiche e all’inizio del nuovo anno scolastico. Dal 2022 anche in Russia è stata introdotta una legge che impone a tutte le scuole della Federazione di iniziare la settimana scolastica, ogni lunedì mattina, con il solenne alzabandiera e l’ascolto dell’inno nazionale. Stessa storia a Singapore e in Thailandia dove chi non è ancora arrivato o si trova nei corridoi deve fermarsi e mettersi sull’attenti fino alla fine della musica.

Sortite come quella di Giganti che possono apparire goliardiche in realtà danno la misura di quanto sia pericoloso il movimento di Vannacci perché riesce ad unire innumerevoli uomini e donne che propongono idee nostalgiche. L’alzabandiera quotidiano o periodico nelle scuole italiane, infatti, si faceva in modo sistematico durante il Ventennio fascista (anni Trenta), come parte del rito dell’adunata e della fascistizzazione della gioventù, una pratica poi caduta del tutto con la fine della seconda guerra mondiale e la nascita della Repubblica.

In un Paese dove il 9 maggio, festa dell’Europa, nessuno volge uno sguardo alla bandiera blu e dove pochi in classe fanno memoria di Aldo Moro, della strage del Vajont, di piazza Fontana, dell’eccidio di Marzabotto, il movimento “vannacciano” pensa all’inno e all’alzabandiera!

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