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“Disertori? Concetto ripugnante”: i malumori dei riformisti Pd dopo il discorso pacifista della giovane democratica Virginia Libero

L'intervento contro la guerra della segretaria dei Giovani Dem alla Festa dell'Unità di Reggio Emilia divide il Pd
“Disertori? Concetto ripugnante”: i malumori dei riformisti Pd dopo il discorso pacifista della giovane democratica Virginia Libero
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“Non saremo i soldati delle vostre guerre. Per noi parlare di patria vuol dire ripudiare la guerra. Noi organizzeremo i disertori”. Sono bastate queste parole, pronunciate nel suo intervento dalla neo segretaria dei Giovani democratici Virginia Libero davanti alla platea della Festa dell’Unità di Reggio Emilia, per far scatenare i mal di pancia della corrente dem del Pd, che in due giorni si è profusa in attacchi alla 28enne e alle sue dichiarazioni pacifiste.

Basta scorrere su X per capire che la sintonia all’interno del centrosinistra sul tema dell’interventismo militare è tutt’altro che scontata. In un post social l’ex sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, tira in ballo i partigiani, la Resistenza contro il nazifascismo e pure la Costituzione (che all’articolo 11 però stabilisce che l’Italia ripudia la guerra). “Organizzare i disertori? Non è quello che fecero i giovani che scelsero di partecipare alla Resistenza, o i giovani americani che vennero qui a combattere (e molti a morire) per liberarci dai nazifascisti – e che ogni 25 aprile giustamente celebriamo” scrive. “Non è quello che ci chiede la Costituzione, che all’articolo 52 recita: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.

Peccato che, come ricorda al parlamentare Pd Giorgio Beretta, della Rete Italiana Pace e Disarmo, “i giovani che parteciparono alla Resistenza erano tutti disertori e renitenti alla leva della Repubblica di Salò (Rsi), venivano condannati alla pena di morte mediante fucilazione”. E che “l’art 52 definisce sacro dovere la difesa dalla Patria non altre guerre” come quella in Ucraina o contro l’Iran.

A dare manforte a Gori c’è la senatrice Sandra Zampa che si spinge oltre e, citando le parole di Libero, parla di “concetto ripugnante“. “Rispetto gli obiettori da quando leggo e scrivo, stimo chi ha scelto la non violenza e mai prenderà in pugno un’arma, ma ringrazio con il cuore chi si è battuto per liberarci da nazifascisti.Tutti i popoli hanno stesso diritto”. Mentre Arturo Parisi, uno dei fondatori del Partito democratico, usa il sarcasmo per criticare la giovane democratica e chi la sostiene (Elly Schlein).

Nel suo discorso di domenica, Libero aveva chiarito che per i Giovani democratici non si può parlare di patria se non si ripudia la guerra. E poi ha sottolineato le loro priorità, in cui non rientrano il sostegno militare a Kiev e il riarmo, ma la garanzia di “un salario dignitoso” e di “cure” per tutti. “Per arrivare a tutto questo ci servono scelte politiche coraggiose da fare. E la sinistra questo coraggio ce lo deve avere”.

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