Sarà che alla pesca dev’essere particolarmente affezionato perché entrambe le accezioni del termine, il frutto e l’attività con canne e reti, sono sotto la sua responsabilità, fatto sta che il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sembra proprio non saperne stare lontano. Così, mercoledì, mentre si trovava in visita al Centro agroalimentare Marche di San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli, non è riuscito a resistere a una tentazione: raccogliere a mani nude un frutto (qualcuno dice che in realtà fosse una mela, ma la sostanza resta identica) da una cassetta apparentemente già pronta per la vendita, annusarla a distanza ravvicinatissima dal proprio naso e quindi, inebriato dal profumo, riporla nella stessa cassetta come se nulla fosse.
Non esattamente un esempio di corretta procedura Haccp, il sistema di autocontrollo igienico obbligatorio per la sicurezza alimentare che serve a prevenire i rischi di contaminazione degli alimenti in ogni fase, dalla produzione alla vendita o alla somministrazione. In Italia, vale la pena ricordarlo, non esiste una legge nazionale che vieti in assoluto di toccare la frutta a mani nude, ma per buona prassi e prevenzione i supermercati richiedono quasi sempre l’uso dei guanti monouso per motivi di igiene.
La scenetta è stata immortalata in un video postato sui social ufficiali da Francesca Pantaloni, assessora regionale al Bilancio delle Marche, presente insieme al presidente meloniano Francesco Acquaroli, in compagnia del ministro, per celebrare i lavori di ammodernamento del Centro agroalimentare con i fondi del Pnrr.