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Trump: “Voglio incontrare Kim Jong-un nel 2026”. Ma la sorella del leader nordcoreano: “Non ne so niente”

"Il fatto che io vada d’accordo con Kim Jong-un è una cosa positiva. Possiede 57 armi nucleari molto potenti. Non si sarebbe mai dovuto permettere che ciò accadesse, ma ormai le ha", ha dichiarato il capo della Casa Bianca
Trump: “Voglio incontrare Kim Jong-un nel 2026”. Ma la sorella del leader nordcoreano: “Non ne so niente”
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A Pyongyang dicono di non saperne niente, ma Donald Trump vuole replicare prima delle elezioni di midterm uno dei suoi pochi successi diplomatici ottenuti nel corso del primo mandato. Così, a sette anni di distanza, ha dichiarato di voler organizzare un altro storico incontro con il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, prima della fine del 2026. Poco importa se la potente sorella del dittatore asiatico ha fatto sapere di non essere a conoscenza di preparativi per il vertice, il tycoon ha ribadito che Washington sta lavorando al bilaterale.

Dopo otto anni di ‘Pazienza Strategica‘ tenuta dall’amministrazione Obama, poi rivelatasi una strategia fallimentare che ha permesso un rapido sviluppo del programma nucleare nordcoreano, e lo scambio di minacce tra Kim e Trump nel corso dei primi mesi di mandato del tycoon alla Casa Bianca, fu il presidente americano a cambiare approccio, puntando a un avvicinamento al leader di Pyongyang. Il leader repubblicano non ha mai nascosto la sua ammirazione per uomini forti, autocrati e dittatori e Kim non fa eccezione. Questa nuova tattica portò, nel 2019, allo storico incontro tra i due e all’entrata di Trump in territorio nordcoreano. “Il fatto che io vada d’accordo con Kim Jong-un è una cosa positiva. Possiede 57 armi nucleari molto potenti. Non si sarebbe mai dovuto permettere che ciò accadesse, ma ormai le ha”, ha dichiarato non a caso il capo della Casa Bianca. Il riferimento è proprio alla gestione Obama e al rallentamento dei contatti diplomatici avvenuto con Biden: “Vado molto d’accordo con lui e andrà tutto bene per lui. Finché avremo un presidente intelligente, andrà tutto bene – ha continuato – Se avremo un presidente stupido, allora probabilmente le cose non andranno altrettanto bene”.

Gli entusiasmi di Trump sono stati al momento raffreddati dalla potente sorella del leader nordcoreano, Kim Yo Jong, che ha dichiarato di non essere al corrente di alcun incontro: “Per quanto riguarda le recenti notizie provenienti da Washington sulle comunicazioni tra i leader della Corea del Nord e degli Stati Uniti, ne sono completamente all’oscuro ed è probabilmente l’unica questione relativa alla politica estera della nostra massima leadership di cui non sono a conoscenza”, ha affermato. Sulla decisione di Trump di ridurre le esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud ha poi minimizzato: “Non riteniamo opportuno commentarla e la troviamo del tutto irrilevante“.

Secondo il Wall Street Journal, il presidente americano sta sollecitando i suoi collaboratori a organizzare un incontro già per questo autunno, durante il viaggio in Asia previsto per novembre, quando Trump parteciperà al vertice Apec (Cooperazione economica Asia-Pacifico) a Shenzhen, in Cina.

L’ultimo incontro tra Trump e Kim risale al 30 giugno 2019, al villaggio della tregua di Panmunjom, lungo la zona demilitarizzata che al 38esimo parallelo separa le due Coree. In quell’occasione, Trump varcò brevemente il confine entrando in territorio nordcoreano, diventando il primo presidente statunitense in carica a farlo. L’incontro seguì i due vertici ufficiali a Singapore a giugno del 2018 e ad Hanoi, in Vietnam, a febbraio del 2019. Tuttavia, nessuno di questi summit portò ad accordi duraturi, inclusa la denuclearizzazione della Corea del Nord. Pyongyang, al contrario, ha continuato a espandere il proprio arsenale nucleare, presentandola come la migliore deterrenza contro “attacchi ostili”.

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