Qui in Sardegna vedo un calo di turisti evidente: è l’effetto della scellerata politica di guerra
di Enza Plotino
La fortuna di vivere in una località di mare tra le più richieste, la Sardegna, in un Paese come il nostro in cui l’offerta turistica è il motore economico con i suoi 478,6 milioni di presenze (a livello nazionale) e porta ogni anno nelle casse dello Stato e in quelle delle imprese dedicate, introiti da capogiro, oggi mi fa toccare con mano il livello, non ancora drammatico, ma di evidente crisi che sta attraversando la stagione 2026.
Il calo del turismo balneare, che lo scorso anno si percepiva, ma che quest’anno sta raggiungendo flessioni che iniziano ad incidere sull’economia locale in modo palese, riguarda ogni area geografica (mancano i turisti asiatici, quelli americani, per non parlare dei medio orientali), all’infuori dei frontalieri (francesi, tedeschi, spagnoli) che ancora vogliono e riescono a programmare le loro vacanze in Italia. La crisi che questa scellerata politica di guerra sta portando nel mondo “fu” civilizzato è arrivata al pettine dell’industria maggiore e più florida del nostro Paese: il turismo.
Il 2026, lo ricorderemo come l’anno in cui c’è stata la prima forte ed evidente flessione del flusso di visitatori e quindi un calo di uno dei prodotti di punta dell’industria italiana. Se pensavamo di essere fuori e di non essere coinvolti nelle follie di questi nuovi barbari che stanno sconquassando il mondo civilizzato, oggi sappiamo che non è così. E l’Europa, che aveva raggiunto livelli di civiltà, democratizzazione e sostenibilità grazie alla lungimiranza di chi aveva saputo perseguire politiche di unione, solidarietà e unificazione, sta cedendo sotto i colpi di personalità non all’altezza, di una internazionale fascista di cui Meloni è capofila ormai evidente e di una regia affidata a personaggi folli e spietati nel loro cinismo mortale, come Trump (con i suoi miliardari assetati di profitti) e Netanyahu.
Stanno squassando il mondo, approfittando delle popolazioni annichilite dalle difficoltà di vivere, popolazioni raggirate magistralmente dalla propaganda ingannevole di una destra eversiva e spregiudicata e incapaci di leggere più la realtà.
Lo shock geopolitico, di cui si iniziano a vedere gli effetti, sta colpendo il turismo con grande rapidità perché agisce su due condizioni essenziali del viaggio, ovvero l’accessibilità e la fiducia. Gli effetti sul settore, dell’escalation innescata dagli Stati Uniti e da Israele verso l’Iran, non si riflettono più solo sui flussi da e verso i Paesi direttamente coinvolti, ma tendono a propagarsi oltre l’area del conflitto e coinvolgono ormai tutto il mondo.
In Italia la destra al governo ancora propaganda arrivi in crescita, milioni di visitatori, nessuna crisi in vista. Ma la realtà è ben altra e tocca soprattutto una fetta enorme di turismo: quello balneare. Il comparto delle spiagge racconta di cali del 10-15% di presenze nelle località di mare (dati delle associazioni di categoria), riduzione dei giorni di permanenza (con gli italiani tra i più colpiti), rincari fino al 34% di servi e lettini. E’ quindi fuorviante e ingannevole usare i numeri del turismo nazionale che includono Roma, Firenze, Venezia, il Trentino, settori che trainano il boom estivo, per costruire una realtà contraffatta.
Meloni sposta il focus dalla denuncia specifica al quadro generale, così può passare dalla difesa all’attacco, accusando l’opposizione di “diffondere notizie false”. Peccato che la realtà sia ben più complessa: il turismo va bene nel complesso, ma una parte importante, quella balneare sta soffrendo, e ignorarlo significa fare solo marketing politico sulla pelle di chi lavora in quel settore. Prima fermiamo questa discesa verso inferni sconosciuti, prima reagiamo a questa “armageddon” e prima potremo salvarci!