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Bufera su Infantino, la Fifa ora lo protegge: “Non tolleriamo processi. Evidente che qualcuno voglia minare noi e il presidente”

Negli scorsi giorni il numero uno del massimo organismo calcistico a livello mondiale era finito al centro di numerose polemiche per il Fifa Forward Enterprise, progetto che prevedeva la cessione di una parte dei Mondiali a investitori privati
Bufera su Infantino, la Fifa ora lo protegge: “Non tolleriamo processi. Evidente che qualcuno voglia minare noi e il presidente”
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“A eco delle recenti dichiarazioni di Conmebol e Caf, la Fifa non sosterrà, faciliterà o tollererà alcun processo relativo all’elezione del Presidente della Fifa che sia incoerente con gli Statuti della Fifa. Il Presidente della Fifa è stato eletto democraticamente dalle Associazioni Membro della Fifa e continua a servire con il loro mandato“. Così in un comunicato il portavoce della Fifa in merito alle polemiche legate alla governance di Gianni Infantino e alle polemiche relative alle prossime elezioni di marzo 2027 per il nuovo presidente del massimo organismo calcistico mondiale. “È sempre più evidente – precisa la Fifa – che esiste uno sforzo concertato e in corso da parte di alcuni per minare la Fifa e il suo Presidente. Coloro che non godono del sostegno delle Associazioni Membro della Fifa non dovrebbero cercare di ottenere attraverso accuse, insinuazioni o disinformazione ciò che non possono ottenere attraverso i processi democratici consolidati della Fifa. Le recenti relazioni hanno incluso affermazioni non comprovate e accuse palesemente false riguardanti la Fifa e il suo Presidente. Le speculazioni e le insinuazioni non dovrebbero essere presentate come fatti, e la ripetizione non rende vera un’accusa“, tuona il massimo organismo di calcio mondiale, passando alla controffensiva dopo settimane delicate.

Nelle ultime settimane sono state infatti tantissime le critiche a Infantino per il progetto Fifa Forward Enterprise, – poi ritirato – che prevedeva la cessione di una parte dei Mondiali a investitori privati. Un’idea accolta malissimo dall’intero mondo del calcio e della politica, con il presidente Fifa al centro di una bufera che lo ha portato a convocare una riunione d’emergenza a Rabat. “Il Presidente della Fifa (Gianni Infantino, ndr) ha dedicato più di 30 anni della sua vita professionale al calcio europeo e mondiale, contribuendo a cambiamenti significativi nel gioco e, in particolare, all’ampliamento dell’accesso, delle risorse e delle opportunità nel calcio mondiale. Il cambiamento sfida inevitabilmente gli interessi consolidati, ma il disaccordo su quel cambiamento non può giustificare sforzi per minare il mandato democratico del Presidente della Fifa o l’istituzione che è stato eletto a guidare”, si legge nel comunicato del portavoce Fifa, che difende l’operato del numero uno del calcio. “La Fifa – prosegue il portavoce – accoglie con favore un esame legittimo. Ma l’esame non è una licenza per distorcere i fatti, amplificare accuse non comprovate o fabbricare distrazioni progettate per minare i progressi“.

Il comunicato della Fifa poi così conclude: “Dove le relazioni sono inaccurate o fuorvianti, la Fifa le contesterà direttamente e con vigore. La responsabilità della Fifa verso le sue 211 Associazioni Membro e verso il calcio in tutto il mondo. Non saremo distratti o sviati dal rafforzare l’organizzazione, dal servire le nostre Associazioni Membro e dal continuare il lavoro di rendere il calcio veramente globale. Attraverso il Presidente della Fifa e l’amministrazione della Fifa, il nostro focus rimane fermamente su quella missione, e siamo più determinati che mai a realizzarla”.

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