Calderone e "il Paese delle opportunità": "Ho rinunciato al sogno di avere una famiglia" - 3/4
Calderone e “il Paese delle opportunità”: “Ho rinunciato al sogno di avere una famiglia”
Sonia Manfredi – Ho 38 anni e nel 2021 ho deciso di scappare dal mio paese per trasferirmi nei Paesi Bassi, senza sapere parlare inglese e men che meno l’olandese. Dopo solamente cinque anni di impegno ho due figli, un marito e la mia compagnia di pulizie. In Italia avevo conseguito una laurea triennale in Interior Design, ma facevo la commessa e la barista per poter mantenermi dignitosamente, lavorando quasi sempre con orari impossibili. Nonostante la mia qualifica, gli studi di architettura offrivano solo collaborazioni con partita iva e le tasse erano impossibili da pagare con 1200 euro al mese. Nei Paesi Bassi, posso lavorare felicemente per una paga più che giusta, avere una famiglia e prendermi cura dei miei figli; tutto quello che l’ Italia non offre. Non tornerò mai più, nemmeno per le vacanze. L’ Italia e la bugia del bel Paese.
Emanuele Braglia – Ho 45 anni, laureato a pieni voti alla Bocconi di Milano negli anni 2000. In tutta la mia vita, non ho mai avuto un solo contratto a tempo indeterminato. Ora, mi appresto ad iniziare l’ottavo anno consecutivo di insegnamento, con contratto co.co.co, come ogni volta, presso la stessa scuola professionale. Compenso su base oraria. Ovviamente, non posso ammalarmi, altrimenti non avrei più entrate. E nei mesi in cui le scuole sono chiuse, torno ad essere disoccupato. Ho rinunciato al sogno di avere una relazione e una famiglia. Iniziamo a riformare certi tipi di contratti, perché questa non è flessibilità.
Alba Alioto – Ho 57 anni e mio marito 61, abbiamo vissuto all’estero per 20 anni circa. Siamo stati rispettati nella vita e nel lavoro. Abbiamo sempre lavorato e guadagnato, abbiamo vissuto benissimo e dignitosamente, non siamo mai stati discriminati per l’età o altro. Poi, 13 anni fa abbiamo deciso di rientrare in Italia. Perché? Ce lo chiediamo ogni giorno. Pessima scelta.
Francesco Galeazzi – Ho 43 anni, ho una laurea magistrale in Sociologia e ricerca sociale. Mi sarebbe piaciuto molto lavorare in questo contesto ma per cause di forza maggiore ho dovuto scegliere di sopravvivere. Per questo ho conseguito anche la patente c/cqc e ho iniziato a lavorare come autista raccolta rifiuti. È un lavoro che mi piace e lo stipendio è anche buono, ma l’Italia non è un Paese per laureati.