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Falso allarme bomba: evacuati sei centri commerciali nel Milanese. Sentiti una donna e il figlio 14enne

Nel testo, il mittente chiedeva di parlare con il presidente della Repubblica e sosteneva di aver piazzato ordigni per causare il maggior numero possibile di vittime. Il ragazzino al momento non risulta indagato mentre la madre potrebbe essere iscritta per gli accertamenti sulla sua utenza telefonica
Falso allarme bomba: evacuati sei centri commerciali nel Milanese. Sentiti una donna e il figlio 14enne
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Sei centri commerciali nel Milanese sono stati evacuati mercoledì pomeriggio intorno alle 17 dopo aver ricevuto una mail identica con oggetto “Leggere urgentemente”. Nel testo, il mittente chiedeva di parlare con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sosteneva di aver piazzato diversi ordigni nelle strutture per causare il maggior numero possibile di vittime.

Per motivi precauzionali, i sei centri – l’outlet Scalo Milano di Locate di Triulzi, il Fiordaliso di Rozzano, le Cupole di San Giuliano Milanese, il Bonola di via Quarenghi a Milano, il Carosello di Carugate e l’Acquario di Vignate – sono stati evacuati e perlustrati, ma non è stata trovata alcuna traccia di esplosivo. Sul posto sono giunti carabinieri, vigili del fuoco e polizia locale, oltre agli artificieri. Sulla vicenda era intervenuto con un post su Facebook anche il sindaco di San Giliano Milanese, Marco Segala.

Le due persone individuate dai carabinieri di Milano sono una cittadina ucraina e il figlio di 14 anni, che si trovano nelle Marche. La madre è l’intestataria del numero di telefono, che però è in uso al figlio. Secondo quanto riferito il ragazzo avrebbe negato di avere inviato alcuna mail, asserendo che potrebbe trattarsi invece di un dispetto o una ripicca di alcuni amici. Amici con cui giocava su piattaforme di giochi online e ai quali aveva detto di abitare nella zona di Milano. Ecco perché a essere presi di mira sono stati centri commerciali del Milanese.

Il ragazzino al momento non risulta indagato mentre la madre potrebbe essere iscritta per gli accertamenti sulla sua utenza telefonica. Sulla mail invece non sono possibili approfondimenti perché è partita da un dominio web russo. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Lodi, competente per il primo caso con l’ipotesi di procurato allarme, quello di Locate Triulzi, e probabilmente a breve anche da quelle di Milano e Ancona.

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