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Ultimo aggiornamento: 13:58

No Tav, Cacciari a La7: “Governo la smetta di dare la colpa all’opposizione per gli scontri, impari da Dc e Msi negli Anni di Piombo”

Il filosofo: "Meloni al Colle? La conclusione logica della deriva degli ultimi decenni"
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È ridicolo che tirino fuori responsabilità dell’opposizione per gli scontri in Val di Susa. Se quelli del governo Meloni vogliono fare gli statisti, guardino come gli statisti democristiani, socialdemocratici, liberali, persino molti esponenti del Msi, si sono comportati durante gli Anni di Piombo“. Sono le parole pronunciate a L’aria che tira (La7) dal filosofo Massimo Cacciari, commentando gli scontri del 25 luglio nei cantieri della Torino-Lione e le accuse lanciate dall’esecutivo contro le forze di opposizione. La destra di governo, a partire dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal vicepremier Antonio Tajani e da esponenti di Fratelli d’Italia, ha addebitato all’opposizione parlamentare una forma di responsabilità politica: aver alimentato un clima di indulgenza o di scarsa condanna verso le frange più radicali del movimento No Tav, contribuendo così a legittimare le azioni violente contro le forze dell’ordine e le infrastrutture.

Cacciari respinge con toni durissimi questa lettura: “In Italia, e non solo in Italia, ci sono stati gli Anni di Piombo, una violenza politica vera e propria che non ha nulla a che fare con quella di cui stiamo parlando oggi: nulla, è una cosa completamente diversa. In quella situazione tragica per il Paese, nessun democristiano, nessun liberale, nessun esponente delle forze di governo si è sognato di dare alcuna responsabilità al Partito Comunista. Neanche i missini. Le classi politiche vere, quando si trovano in una situazione di difficoltà, e quella degli anni ’70 non è neanche paragonabile alle manifestazioni e alle questioni di oggi, non hanno mai strumentalizzato”.
Il filosofo invita quindi l’attuale maggioranza a ispirarsi a quel precedente storico di responsabilità istituzionale, anziché utilizzare gli scontri in Val di Susa come strumento di polemica politica.

Nel corso della stessa intervista Cacciari risponde anche alle dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa, secondo cui Giorgia Meloni al Quirinale sarebbe “una fortuna”. “Non lo so, ma la cosa non mi scandalizza minimamente – osserva l’ex sindaco di Venezia – Sotto certi aspetti Meloni presidente della Repubblica mi sembrerebbe la conclusione logica della deriva della politica italiana nel corso degli ultimi decenni“.
E spiega: “La nostra politica si è retta all’interno dell’alleanza costituzionale, cioè il quadro includeva i partiti che avevano sostenuto e fatto la Costituzione. La Meloni viene da una storia completamente diversa, ma questa storia oggi ha guadagnato via via posti di potere sempre più importanti, fino alla presidenza del Consiglio”.
Cacciari conclude amaramente: “Quella storia italiana passata, con buona pace di tanti miei colleghi, è finita: è del tutto logico che gli eredi di coloro che erano contro la Costituzione diventino presidenti della Repubblica”.

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