Il mondo FQ

Giorgetti conferma la tassa sui pacchi extra-Ue. Il punto resta la legittimità

Il contributo serve a "compensare gli oneri amministrativi" che le autorità doganali sostengono. Sembra una giustificazione. Per il diritto dell’Unione è una confessione
Giorgetti conferma la tassa sui pacchi extra-Ue. Il punto resta la legittimità
Icona dei commenti Commenti

Al question time del 22 luglio Forza Italia ha chiesto al governo di coordinare le due misure sui pacchi extra-Ue, valutando la modifica o addirittura l’abolizione del contributo nazionale di due euro sulle spedizioni di modico valore. Il ministro dell’Economia ha risposto che dal 1° ottobre, “qualora il citato contributo di 2 euro dovesse avere applicazione, lo stesso si cumulerà al dazio” europeo da tre euro per articolo. Tre date in dieci mesi, due rinvii e ora la conferma del cumulo: almeno cinque euro sullo stesso pacco, alla stessa frontiera. L’aritmetica non è il punto. Il punto — come scrivevo il 5 luglio — resta la legittimità.

La difesa del Mef è il cuore della questione. Il contributo — ha spiegato il ministro Giorgetti, a verbale — serve a “compensare gli oneri amministrativi” che le autorità doganali sostengono per lo sdoganamento e il controllo delle piccole spedizioni. Sembra una giustificazione. Per il diritto dell’Unione è una confessione.

La Corte di giustizia lo ripete da mezzo secolo: un onere pecuniario, sia pur minimo, imposto unilateralmente e riscosso perché la merce varca la frontiera è una tassa di effetto equivalente a un dazio, vietata “a prescindere dalla sua denominazione”. Chiamarlo contributo non serve. L’unica eccezione ammessa è il corrispettivo proporzionato di un servizio specifico, effettivamente reso al singolo importatore. Ed è qui che la motivazione del Mef si ritorce: lo sdoganamento e il controllo non sono un servizio reso a chi importa, sono la funzione doganale ordinaria, svolta nell’interesse della collettività. La Corte ha negato la natura di corrispettivo perfino ai controlli sanitari effettivamente eseguiti, perché imposti nell’interesse generale: figurarsi due euro per controlli che, su un flusso di quasi 5,9 miliardi di articoli entrati nell’Unione nel solo 2025, non possono che essere l’eccezione. L’Italia lo sa da tempo: difese con lo stesso argomento il «diritto di statistica» riscosso alla frontiera e perse. Era il 1969.
Il ministro insiste: dazio europeo e contributo italiano sono “due misure diverse” per ratio — l’uno compensa l’abolizione della franchigia, l’altro copre i costi amministrativi. Ma per il diritto dell’Unione la ratio non salva nulla: conta l’effetto ed è identico. Due prelievi fissi, sulla stessa merce, alla stessa frontiera, per il solo fatto dell’attraversamento.

Nel finale, però, la difesa cambia natura: la ‘tassa pacchi’ — così il ministro aveva chiamato in apertura il contributo dei commi 126-128 — è stata concepita, dice, per far fronte a “un’autentica invasione” di spedizioni da Paesi asiatici. Motivazione sincera, perciò letale: un prelievo pensato come argine alle merci straniere è, per funzione, un dazio e la politica commerciale è competenza esclusiva dell’Unione. In un pomeriggio il contributo ha avuto due anime: corrispettivo di un servizio, quando serve a sottrarlo al divieto, e argine commerciale, quando serve a rivendicarlo. La seconda demolisce la prima.

C’è poi il calendario, che rasenta la comicità involontaria. La riforma doganale concordata a marzo prevede una tassa di gestione unionale che colpisce la stessa unità — la spedizione — con la stessa identica funzione, vale a dire quella di compensare, scrive la Commissione, i costi crescenti che le autorità doganali sostengono per gestire il flusso dei pacchi. La motivazione del contributo italiano, parola per parola. Secondo il mandato del Consiglio la tassa europea dovrebbe applicarsi da novembre — importo e data restano da definire nei negoziati — e Bruxelles ha già chiarito che a quel punto le tariffe nazionali di trattamento dovranno cessare, per non deviare le importazioni verso lo Stato con la tariffa più bassa: si tratta del fenomeno che i flussi verso Belgio, Paesi Bassi e Ungheria hanno già trasformato in cronaca. Il contributo partirebbe dunque a ottobre per cedere il passo a novembre: la sua vita utile stimata è un mese. Il perché di tanta tenacia lo ha spiegato lo stesso ministro: la tassa di gestione europea si ripartirà “75 per cento Europa e 25 per cento Italia”; i due euro del contributo nazionale, invece, restano tutti allo Stato. E infatti la chiusa è tutta al futuro: servirà, ammette, “una decisione a livello nazionale, ma coordinata a livello europeo”. Tira dritto, ma con lo sguardo fisso nello specchietto retrovisore.

Resta il condizionale — quel ‘qualora’ — che dice più di tutto il resto: nemmeno chi lo difende scommette sulla sua sopravvivenza. E resta, intatto, il nodo che l’interrogazione non ha sfiorato: un prelievo fisso pesa in ragione inversa alla capacità contributiva — chi compra su Internet, ha ricordato in Aula l’interrogante, “non è sicuramente un miliardario”. Se il cumulo arriverà, a pagare almeno cinque euro sarà chi ordina trenta euro di merce, non chi ne importa per migliaia. L’articolo 53 della Costituzione, quel pomeriggio, a Montecitorio è stato persino citato: nell’interrogazione successiva, sulla pressione fiscale dei giovani. Sui pacchi continua ad aspettare.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione