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Midterm, il crollo di Trump trascina i repubblicani. E Ocasio Cortez balza tra i dem per le presidenziali del 2028

A tre mesi dal voto di metà mandato, la Casa Bianca trema anche per il Texas. Nel campo dem si accende la sfida per il futuro con le preferenze in New Hampshire per la deputata vicina a Bernie Sanders e al sindaco di New York, Zohran Mamdani
Midterm, il crollo di Trump trascina i repubblicani. E Ocasio Cortez balza tra i dem per le presidenziali del 2028
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Il caro vita, a partire dal prezzo della benzina tornato sopra i 4 dollari al gallone, e la guerra impopolare contro l’Iran, che ha spinto l’amministrazione Usa a cambiare il sistema di conteggio dei morti e dei feriti americani, tra le polemiche di media e legislatori. Un modo per confondere le acque sul reale andamento del conflitto contro Teheran, visto che le vittime tra le file Usa sono fonte di ulteriore malcontento nei confronti dell’amministrazione. Ma soprattutto il tasso di gradimento per il presidente Donald Trump, crollato al 30% e in crisi anche tra i suoi sostenitori e il popolo Maga. Tutti fattori che incrementano la preoccupazione della Casa Bianca per le elezioni di midterm del 3 novembre 2026, dove i sondaggi danno ormai in vantaggio i dem nelle preferenze degli elettori per entrambi i rami del Congresso. Fra tre mesi verrà rinnovata per intero la Camera dei rappresentanti (435 eletti) e un terzo del Senato (33 su 100), mentre molti Stati – tra cui anche il Texas, considerato insolitamente contendibile e non più un bottino certo per il Gop – sceglieranno il loro governatore. Tuttavia, se è probabile la conquista della Camera, l’impresa dei democratici è più difficile al Senato, dovendo strappare almeno 4 seggi e mantenere quelli già controllati.

Guardando oltre le elezioni di metà mandato, poi, per le presidenziali del 2028, la deputata Alexandria Ocasio-Cortez, vicina a Bernie Sanders, vola nei sondaggi ed è in testa nel partito per la nomination nello Stato chiave del New Hampshire. Tuttavia, non ha ancora sciolto le riserve su una sua possibile candidatura. Dietro di lei, il governatore della California Gavin Newsom, che Trump ha detto gli piacerebbe vedere “in manette”. Sul fronte opposto, nei giorni scorsi Trump ha annunciato, al gala-bis dei corrispondenti della Casa Bianca, l’intenzione di correre per un terzo mandato. Opzione peraltro vietata in base al 22/mo Emendamento della Costituzione. Sempre nel campo repubblicano, il vicepresidente Jd Vance non ha ufficializzato nessuna candidatura, nonostante i rumors consistente degli ultimi mesi che lo vedrebbero in corsa per la Casa Bianca.

I sondaggi per le elezioni di midterm – A indicare le tendenze per le elezioni di midterm sono le rilevazioni di Emerson College e di Fox News, che mostrano infatti dem in netto vantaggio nel cosiddetto ‘generic ballot’, l’intenzione di voto generica a favore di un partito. Risultano avere sul Grand Old Party 7 punti in più nella rilevazione di Fox News (53% contro 46%) e 11 in quella di Emerson College (53% contro 42%), sufficienti sulla carta a modificare gli assetti del Congresso dove, allo stato, il presidente Donald Trump poggia sulla maggioranza repubblicana al Senato e alla Camera. Rispetto al rilevamento del mese scorso i dem guadagnano tre punti e i repubblicani due. Cruciale per il vantaggio dei democratici è il voto delle donne, dal momento che tra le elettrici questo sale a 27 punti, mentre tra gli elettori scende a 5 punti. Il sondaggio dell’Emerson College Polling non è l’unico che indica i democratici avanti per le elezioni di novembre, ma è quello che registra il vantaggio più consistente, a due cifre. Il Decision Desk HQ infatti dà ai democratici un vantaggio di 4 punti, il sondaggio You Gov/The Economist di cinque punti e quello di Morning Consult di 3. Infine la media del sondaggista Nate Silver mostra i democratici in testa di 6 punti. Le elezioni di metà mandato, tradizionale referendum sull’operato del presidente in carica, portano perdite al partito che occupa la Casa Bianca. Durante il suo primo mandato, Trump vide i dem vincere 47 seggi alla Camera al giro di boa delle midterm 2018.

I repubblicani sperano di dipingere gli avversari come troppo progressisti, sull’ avanzata dell’ala sinistra nelle ultime primarie dem, avanguardia della “minaccia comunista”, nella narrativa trumpiana. Se è probabile la conquista della Camera, l’impresa dei democratici è più difficile al Senato, dovendo strappare almeno 4 seggi e mantenere quelli già controllati. La lotta è sulle singole sfide: ad esempio, Jon Ossoff, stella dem distintasi nel recente scontro con Pete Hegseth al Senato sulla guerra all’Iran, contro Mike Collins in Georgia. Oppure James Talarico contro Ken Paxton in Texas e Troy Jackson, destinato a sostituire Graham Platner ritiratosi dopo le accuse di violenza sessuale, contro la senatrice Gop uscente Susan Collins nel Maine.

I sondaggi per Ocasio Cortez nel New Hampshire – Secondo le rilevazioni della University of New Hampshire, la deputata ha il 22% delle preferenze contro il 21% dell’ex ministro dei Trasporti Pete Buttigieg e il 9% del senatore Mark Kelly. Lo scorso ottobre, Buttigieg aveva il 19% dei consensi, seguito dal governatore della California Gavin Newsom con il 15% e Ocasio-Cortez con il 14%. “Sono lusingata e onorata”, ha detto la deputata commentando il sondaggio. “Vogliamo assicurarci di prendere le decisioni che mettano il Paese al primo posto. Sono grata di questo sostegno”, ha aggiunto. Ocasio-Cortez

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